Antonio Carioti, Corriere della Sera 2/10/2011, 2 ottobre 2011
La scelta di attribuirlo, per la sezione scientifica, al saggio di Roberto de Mattei Il Concilio Vaticano II
La scelta di attribuirlo, per la sezione scientifica, al saggio di Roberto de Mattei Il Concilio Vaticano II. Una storia mai scritta (Lindau) ha provocato le dimissioni del presidente della giuria, Guido Pescosolido. «Non ho voluto legittimare neppure con un voto di minoranza l’assegnazione del premio a un libro il cui autore non esercita la funzione critica di storico, ma quella di militante in favore di determinate tesi», dichiara al «Corriere» Pescosolido, docente di Storia moderna alla Luiss e alla Sapienza di Roma, membro della giuria da 15 anni. La decisione di premiare de Mattei, noto per il suo ferreo tradizionalismo cattolico, non è ancora stata comunicata ufficialmente (la relativa conferenza stampa si terrà giovedì prossimo), ma diverse fonti la confermano. È stata assunta domenica 25 settembre ad Acqui (provincia di Alessandria) dal resto della giuria (Massimo de Leonardis, Aldo A. Mola, Giuseppe Parlato, Francesco Perfetti, Gennaro Sangiuliano), a quanto pare con un voto non unanime, poiché le perplessità del presidente non erano del tutto isolate. Un paio di giurati erano assenti, ma hanno comunicato la loro preferenza, anche se va ricordato che, a norma di regolamento, è valido solo il suffragio di chi partecipa personalmente alla riunione. Per la sezione divulgativa e quella del romanzo storico, che hanno giurie distinte, sono stati premiati rispettivamente il libro di Andrea Vento In silenzio gioite e soffrite (una storia dei servizi segreti italiani edita dal Saggiatore) e quello di Stefano Zecchi Quando ci batteva forte il cuore (Mondadori).