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 2011  ottobre 01 Sabato calendario

IN TRENTINO, DOVE I SINDACI GUADAGNANO COME I DEPUTATI

Iconsiglieri regionali del Pd del Trentino Alto Adige, qualche giorno fa hanno rinunciato a 500 euro mensili della loro indennità come esempio di “casta responsabile”. Anche il presidente del Consiglio provinciale di Trento, Dorigatti, si è tagliato 1.000 euro. Prime reazioni alle pressioni popolari che si sono riversate nella petizione promossa dal quotidiano trentino Corriere delle Alpi (5500 firme già raccolte) ma pur sempre gocce nel mare dei costi della politica. Un consigliere regionale (in Trentino, il Consiglio regionale è composto dai consigli provinciali di Trento e Bolzano) percepisce un’indennità lorda (comprensiva della voce “diaria”) di 14.300 euro. Inoltre, i consiglieri possono disporre di altri 1.800 euro annui netti per l’attività politica senza rendicontazione. Fino a 8000 chilometri l’anno ricevono 0,33 centesimi al chilometro, ma per le attività istituzionali scatta l’indennità di missione (109 euro) a cui si aggiungono 26 euro per i consiglieri non residenti nel comune in cui è collocato il consiglio provinciale. Un segretario-questore ha un aumento del 12,5 per cento sull’indennità base, il vicepresidente il 25 mentre il presidente del consiglio o il presidente della Provincia arriva al 50 per cento in più. Sia la giunta provinciale che l’ufficio di presidenza del consiglio hanno ridotto questo supplemento, mentre il presidente Dellai ha firmato l’appello del quotidiano trentino: “Io sono per una significativa riduzione del trattamento economico dei consiglieri e, quindi , degli assessori” ha sottolineato.
IL TRENTINO non è peggiore o migliore di altre regioni, ma va sottoposto a una stretta sorveglianza per un motivo specifico: dei circa 25 miliardi di euro di trasferimenti statali alle Regioni a Statuto speciale, ben 7 arrivano lì. Oltre 3 miliardi alla provincia autonoma di Bolzano, 3,67 a quella di Trento e 359 mila euro direttamente alla Regione. In Trentino Alto Adige, insomma, viene dirottata una mole di denaro pubblico straordinaria, più di quanto lo Stato non versi a regioni come Abruzzo, Liguria, Marche e Calabria e poco meno di Toscana e Campania. Che si tratti di una condizione particolare lo si può intuire spulciando i compensi dei sindaci. Quello di Trento percepisce 9.432 euro al mese per una città di 114 mila abitanti, il collega di Bolzano 13.312 per una città di 101 mila abitanti. Nella provincia di Trento, sono 8.447 per il sindaco di Rovereto (37 mila abitanti), in quella di Bolzano si va dai 9.315 del sindaco di Brunico (15 mila abitanti) ai 10.033 del primo cittadino di Bressanone (20 mila abitanti). Ricchi anche i compensi per alcuni incarichi delle partecipate della Regione. Il presidente di Pensplan, il progetto per la previdenza complementare locale (controllato dalla Regione al 99 per cento) riceve 110 mila euro più 150 euro di gettone a seduta; il presidente dell’Autostrada del Brennero (controllata al 32,28 per cento dalla Regione) ne percepisce 100 mila, più 300 euro di gettone a seduta mentre l’amministratore delegato ha un compenso di 140 mila euro annui maggiorati dei 300 euro a seduta. Nella provincia di Bolzano ci sono i circa 140 mila euro del direttore di Alto Adige Marketing, società di promozione dell’Alto Adige, i 127 mila del direttore di Brennercom Spa (telecomunicazioni), i 98 mila del direttore della Publiservizi di Brunico, i 92 mila del direttore della Fiera di Bolzano o gli 80 mila del dirigente della Società elettrica altoatesina.
IL QUOTIDIANO Trentino ha fatto anche una stima degli incarichi pubblici scoprendo che a cumulare il maggior numero di incarichi è proprio il presidente di Sel, la società elettrica: ne ha sedici differenti per un totale di 87.150 euro semestrali. In un contesto in cui la gestione pubblica di servizi essenziali – di per sé giusta – si sovrappone al potere o strapotere dei vari partiti – in Alto Adige la Südtiroler Volkspartei è al potere da sempre – si colloca il finanziamento ai partiti. Anche quest’anno, infatti, i partiti trentini si divideranno 363 mila euro per le elezioni provinciali del 2008 dopo aver già ricevuto le rate precedenti (2009-2010). A questi si aggiungono i rimborsi delle elezioni per il Senato del 2008 con una rata annua di 737.176 per un totale sui cinque anni di 2 milioni e 346 mila euro.