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 2011  ottobre 01 Sabato calendario

I LIBRI ITALIANI SBARCANO SUGLI SCAFFALI DELLA APPLE - I

libri in lingua italiana sbarcano sugli scaffali virtuali dell’iBookstore, il supermercato online dell’editoria targato Apple. A due giorni dal lancio del nuovo Kindle in technicolor, una notizia destinata a cambiare il risiko nostrano dell’editoria digitale. Che produrrà questo primo, immediato effetto: si potranno leggere libri digitali, per ora di Mondadori e Rcs, su iPhone, iPod touch e soprattutto sull’iPad. Quella di Cupertino è una mossa attesa dai grandi publisher italiani, che negli ultimi due anni si sono già organizzati, non sempre con convizione, in piattaforme ad hoc, stringendo accordi che in alcuni casi hanno coinvolto le telco (vedi l’alleanza tra Rcs e Telecom su Biblet.it).

Ma la discesa in campo di Apple, con la sua filosofia davvero poco open ma destinata a ingolosire gli utenti per la beltà dei suoi prodotti, cambierà probabilmente le carte in tavola, dando forse lo sprint a un business ancora minuscolo ma in forte crescita (che si ipotizza da 150 milioni di euro tra tre anni). Ad aprire le danze dei partner sono il Gruppo Mondadori (con le edizioni Mondadori, Piemme, Einaudi e Sperling & Kupfer) ed Rcs (Rizzoli, Bompiani, Fabbri, Adelphi, Marsilio, Etas, Archinto, Sonzogno e Skira), all’esordio sul market della Mela rispettivamente con 2mila e mille titoli. Mutuata da iTunes la filosofia della divisione dei ricavi: 70% agli editori e 30% a Cupertino. Sugli ebook in Italia il rischio era quello della frammentazione e in questo Apple potrebbe vincere sugli altri, un po’ come ha fatto con iTunes.

Ma quanto costano i libri sull’iBookstore e qual è la differenza con quelli reali? Qualche esempio: la Libertà di Jonathan Frenzen in versione digitale costa 9,99 euro, mentre su Amazon, scontata, sale a 18,70 euro. E ancora: La ragazza che giocava con il fuoco di Stieg Larsson vince sull’iBookstore a 7,99 euro contro i 12 euro sempre di Amazon. Tra i titoli più discount, almeno nel prezzo, ci sono i Promessi Sposi, che costano come una canzone: 99 centesimi.

Ora la concorrenza con le altre piattaforme si farà dura e in qualche modo la discesa in campo di Apple servirà a testarne la tenuta. Tra le librerie digitali italiane c’è quella di Ibs, forte del suo e-reader: si chiama LeggoIbs ed è molto simile al Kindle, una sorta di "etichetta privata" dei lettori digitali. Feltrinelli insieme con Messaggerie, Gems e Rcs ha dato vita a Edigita, Mondadori va per la sua strada con Bol.it, mentre i piccoli e medi editori si sono stretti intorno a Bookrepublic, il progetto che ha tra i suoi partner più importanti Il Saggiatore di Luca Formenton. E poi ci sono le grandi catene, come Mediaworld, che si è buttata nell’avventura di Net-ebook, un catalogo online di oltre 14mila titoli digitali da scaricarsi sui nuovi tablet.

L’altra grande partnership italiana è quella tra Rcs e Telecom. Su biblet.it è possibile trovare 16mila titoli , ma anche sfogliare il Corriere della Sera e la Gazzetta dello Sport. Su tanti lettori digitali: dall’OliPad, il tablet della Olivetti, al piccolo e-reader da 6 pollici marchiato Tim, passando per il Samsung Galaxy fino all’iPad.

Parlando invece di abitudini, sarà difficile convincere gli apocalittici del digitale alla conversione. Per i quali l’azione di sfogliare un libro di carta rimarrà sempre un gesto irripetibile che nessun tablet potrà mai rimpiazzare. Forse neppure quello della Apple.