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 2011  ottobre 01 Sabato calendario

QUANDO IL TRENTENNALE USA RENDEVA IL 15%

La Grecia sta valutando la possibilità di emettere un bond governativo a cento anni, convertendo i titoli a breve termine detenuti dagli investitori. Primarie banche europee starebbero studiando questa opzione che si ascriverebbe alla tipologia dei «Brady Bond», le obbligazioni emesse dai Governi dei Paesi in via di sviluppo, in particolare del l’America Latina, per la ristrutturazione dei loro debiti. Dal sondaggio effettuato tra i detentori di bond greci, il 70% sarebbe pronto ad accettare la conversione, ma il Governo di Atene vuole che tale quota non sia inferiore al 90 per cento. L’offerta dovrebbe essere presentata ad ottobre dopo che le autorità del Fmi e della Bce avranno deciso sulla prossima tranche di aiuti ad Atene, una condizione necessaria per evitare il default del Paese ellenico.

Le emissioni a 100 anni, i «Matusalem bond», stanno tornando in auge dopo le obbligazioni collocate ad agosto dall’università della California e dal Messico. A maggio era stato il turno della prestigiosa università di Yale, il Massachusetts Institute of Technology che si era spinta con una emissione centenaria. Gli investitori sottoscivono questi titoli assumendo che alla scadenza le istituzioni che si sono fatte promotrici esistano ancora, un rischio compensato dal l’elevato rendimento offerto.

I bassi tassi d’interesse, ora ai minimi storici, spingono emittenti e sottoscrittori a guardare con crescente attenzione anche a questi prodotti: per investitori istituzionali come fondi pensione e compagnie di assicurazioni, con un profilo di rischio a lunga scadenza, sottoscrivere tali titoli può garantire una remunerazione aggiuntiva al portafoglio che di questi tempi non è così scontata. A loro volta gli emittenti hanno la convenienza a garantirsi risorse, per lungo tempo, a tassi relativamente bassi: il bond dell’università californiana, ad esempio, offre un rendimento del 5,25% e il Mit del 5,6 per cento. Difficile immaginare che tra cento anni le prestigiose università non esistano più. Un rischio, dunque, contenuto come chi ha scommesso sui titoli americani che sono in scadenza in questi giorni: per chi ha investito negli anni 80 sui Treasury a 30 anni, il rendimento, al lordo delle cedole e del capitale, si attesta al 15,2% annuo. I bond centenari si muovono in sintonia con i Treasury a lunga scadenza. Come dimostra il grafico riprodotto qui a fianco, il rendimento dei titoli a 30 anni è andato calando negli anni fino a toccare il minimo in queste settimane attorno al 3 per cento. In Italia sono stati introdotti all’inizio degli anni 90 e sono arrivati a toccare rendimenti fino a un massimo del 13%: oggi viaggiano sul 6,45% il doppio dei titoli Usa, rischio default compreso .