Varie, 3 ottobre 2011
APERTURA FOGLIO DEI FOGLI 3 OTTOBRE 2011
Politicamente parlando, la Chiesa dà Berlusconi per morto: è questa l’interpretazione data da gran parte della stampa al discorso pronunciato lunedì scorso dal cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Conferenza episcopale italiana, nella prolusione tenuta in apertura dei lavori del Consiglio permanente. [1] Marco Ansaldo: «“C’è da purificare l’aria, perché le nuove generazioni – crescendo – non restino avvelenate”. La Chiesa esce dal silenzio, e scuotendosi dal torpore in cui appariva confinata lancia un potente affondo sulla classe politica. “L’Italia è un Paese disamorato”, rileva con allarme. Dove circola “un senso di insicurezza che si va cristallizzando”. E nel quale “i comportamenti licenziosi e le relazioni improprie ammorbano l’aria e appesantiscono il cammino comune”. Una stoccata inequivocabile, pur senza nominarlo personalmente, al Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi». [2]
Bagnasco, si dice, ha lasciato chiaramente intendere che lo scambio politico tra la Chiesa italiana e questo centrodestra non ha più ragion d’essere. Ciò non vuol dire che il presidente della Cei pensi di dar vita a un partito confessionale, o di testimonianza. Paolo Franchi: «Non si parla nemmeno di una qualche Dc del terzo millennio: perché è improponibile, ovviamente, e pure perché, a guardar bene, anche per quella novecentesca la famosa “unità politica dei cattolici” era diventata, dopo il Concilio e soprattutto dopo il referendum sul divorzio, poco più che una chimera. Ma, nella storia italiana, la questione dei cattolici e quella dei moderati, che certo non coincidono, altrettanto certamente hanno molto da spartire». [3]
Non più tardi di un anno fa, Giampaolo Crepaldi, arcivescovo di Trieste, illustrava nel libro Il cattolico in politica. Manuale per la ripresa, i motivi per cui le gerarchie ecclesiastiche tolleravano il libertinaggio berlusconiano: «È [...] più grave la presenza di principi non accettabili nel programma che non nella pratica di qualche militante, in quanto il programma è strategico ed ha un chiaro valore di cambiamento politico della realtà più che le incoerenze personali». Mattia Feltri: «Dopo le leggi ad personam, la produzione più massiccia dei governi di centrodestra riguarda le norme care al Vaticano, quelle varate e quelle bloccate. Sono i famosi “principi non negoziabili” attorno a cui si stringe un’alleanza ferrea. E nemmeno tanto campata in aria visto che nel 2005, ai referendum sulla procreazione assistita e sulla produzione degli embrioni, ottiene l’annullamento della consultazione per mancanza di quorum: un successo evidente». In seguito ci sarebbero stati il Family Day, la battaglia sul caso Englaro ecc. [4]
I giornali della settimana scorsa parlavano di cattolici del Pdl intenti a stracciarsi le vesti. [5] Venerdì il vescovo Mariano Crociata, segretario generale della Cei, ha però spiegato che «non fondiamo partiti. Non facciamo né disfiamo governi. Indichiamo l’esigenza di un iter politico nuovo». [6] Nove politici del Pdl (Calabrò, Formigoni, Gasparri, Lupi, Mantovano, Mauro, Quagliariello, Roccella, Sacconi) già autori di una lettera aperta a Bagnasco pubblicata su Avvenire hanno reagito con una nota congiunta: «Le parole di chiarezza di monsignor Crociata fanno evidentemente piazza pulita delle letture strumentali, politiche e unidirezionali date in questi giorni alla prolusione del cardinale Bagnasco da una stampa solitamente laicista», «non possiamo tollerare che ad ergersi in cattedra siano i nemici della Chiesa, stravolgendone il messaggio e piegandolo alle proprie convenienze politiche, già pronti a strillare all’ingerenza la prossima volta che essa interverrà nel dibattito pubblico su temi del proprio magistero». [7]
Il nuovo scenario ha spiazzato anche il Partito democratico. «Il Pd guarda, e non so nemmeno se capisce», ha scritto sul Riformista Emanuele Macaluso. [3] Goffredo De Marchis: «Bersani ha commentato con grande cautela il discorso di Bagnasco nonostante il regalo di un premier demolito. “Va letto in tutte le sue parti”, ha detto. E molte parti fanno male al Pd che ha sempre contato su una presenza plurale dei cattolici nei poli. Ma adesso il richiamo all’unità è forte ed esclude il centrosinistra. “Può finire che i cattolici vadano tutti di là - ragiona Stefano Ceccanti - e di qua, con Vendola, verranno tutti gli anticlericali”. Un’ipotesi che significa sconfitta sicura». [1] Detto che si sono lette «cose paradossali su quale sarebbe il pensiero del Pd a proposito dei recenti pronunciamenti della Chiesa italiana», Bersani ha ribadito: «Il Pd è un partito di laici e di cattolici». [8]
Purtroppo per il Pd, la Chiesa sembra puntare sul polo moderato che potrebbe nascere dalle macerie del Pdl e dalla resistenza dell’Udc. De Marchis: «Il progetto è in fase avanzata, si muove nei confini del centro e della destra. Parte da una scelta ormai delineata: la diaspora dei cattolici in politica deve finire. Mai più pluralismo, non ha funzionato». Nell’omelia pronunciata al congresso eucaristico di Ancona tre settimane fa Bagnasco ha ripetuto tre volte che bisogna stare «insieme. Senza avventure solitarie, per essere significativi ed efficaci». [9] Giacomo Galeazzi: «“Senza nostalgie né ingenue illusioni” il capo dell’episcopato vede un futuro per “un soggetto culturale e sociale di interlocuzione con la politica” che unisca etica sociale ed etica della vita». [10]
La Cei non pensa a una nuova Dc. De Marchis: «In Europa, come ha spiegato sull’agenzia Sir il professor Francesco Bonini, responsabile Cultura della Cei, c’è il Partito popolare europeo. Quello è l’approdo. Non è un caso che Angelino Alfano, vicino alla Conferenza episcopale, citi sempre il modello del Ppe. Il segretario del Pdl è uno degli interlocutori privilegiati delle gerarchie, dopo che Maurizio Sacconi si è giocato (male) le sue chance con la barzelletta sulle suore stuprate. Su questo orizzonte non sono in contrasto le posizioni di Bagnasco e di Tarcisio Bertone, “alleato” ormai disilluso del Cavaliere». Rocco Buttiglione: «I due hanno inquadrato la stessa porta per uscire dal berlusconismo. L’hanno imboccata insieme e si sono incastrati. Ma basta farsi un po’ più piccoli e passeranno dall’altra parte». [1]
Le associazioni cattoliche stanno preparando il terreno. Lasciati da parte i singoli orientamenti ideologici, da mesi non viaggiano più in ordine sparso. De Marchis: «“Il movimento dei movimenti”, lo chiama Buttiglione. La cellula da cui generare il nuovo partito. Prima delle elezioni, che siano nel 2012 o a scadenza naturale. I vescovi fanno sapere di potersi anche esercitare su “una leadership”. Il 17 ottobre, un lunedì, il Forum delle associazioni e delle persone d’ispirazione cristiana (Cdo, Cisl, Mcl, Concooperative, Acli e Coldiretti) terrà un seminario a porte chiuse a Todi. L’apertura dei lavori sarà affidata a Bagnasco che ha annunciato “una prolusione impegnativa sul ruolo dei cattolici in politica”». [1]
Il seminario di Todi si coagulerà attorno al “Forum delle Persone e delle Associazioni di ispirazione cattolica del mondo del lavoro” (circa 11 milioni di associati), a “Retinopera” (associazionismo di base e del volontariato, 5 milioni) e ad altre realtà importanti. Paolo Conti: «Basterà citare la Comunità di Sant’Egidio, fondata da Andrea Riccardi, con il suo prestigio internazionalmente riconosciuto anche nei teatri di guerra. E l’Azione Cattolica, gli scout dell’Agesci, Rinnovamento nello Spirito Santo, Movimento dei Focolari. E sono solo alcune sigle». Carlo Costalli, presidente del Movimento cristiano dei lavoratori: «Per la prima volta dal Concilio Vaticano II l’associazionismo cattolico si presenta unito rispetto alle scadenze e alle crisi del Paese. In passato siamo stati fin troppo lacerati, e ciò è stato motivo di scandalo. Ora siamo chiamati ad essere propositivi per poter contare». [11]
Il mondo cattolico non è un mondo unitario. Giuseppe De Rita, fondatore del Censis: «Comprende la dimensione ecclesiale e parrocchiale, una realtà di grandi associazioni categoriali e poi c’è quella decina o centinaio di persone che fanno politica in senso professionale che però rappresentano sempre meno gli altri mondi, come facevano i politici democristiani. Tutto questo meccanismo non è ancora in grado di esprimere una linea politica. Ma in due anni sono stati fatti molti passi avanti. Tre anni fa non sarebbe stato possibile neppure fare Todi: per farlo bisognava chiedere il permesso a Bertone. Invece lo si farà e con una grande partecipazione». [12] A Todi ci saranno tra l’altro “special guest”, come Corrado Passera, amministratore delegato di Intesa San Paolo, e Giuseppe Guzzetti, presidente della Fondazione Cariplo. [13]
«Berlusconi è finito, il Pdl pure. Si apre uno spazio. Il movimento appoggerà i partiti che daranno risposte alle sue domande. Ma se il dialogo fallisce allora si farà partito», dice Buttiglione. [1] De Rita: «Non è detto che i cattolici italiani, ruminando, si trovino alla fine nel Ppe. Ma penso che l’unica possibile collocazione dei cattolici sia nel centrodestra. Non è soltanto un posizionamento tattico, perché lì c’e da prendere l’eredità di Berlusconi, ma per effetto di un rapporto costante con la società, i cattolici sono sempre stati una parte moderata». [12] Fabio Martini: «Dal cantiere di Todi dovrà cominciare a delinearsi quella che Bagnasco informalmente definisce “una nuova classe dirigente e nuovi leader” e Oltretevere la prima scelta va ad Angelino Alfano. Purché - ecco il punto - sappia guidare lui l’accompagnamento fuori dalla scena di Silvio Berlusconi». [13]
Note: [1] Goffredo De Marchis, la Repubblica 28/9; [2] Marco Ansaldo, la Repubblica 27/9; [3] Paolo Franchi, Corriere della Sera 30/9; [4] Mattia Feltri, La Stampa 27/9; [5] Ugo Magri, La Stampa 27/9; [6] Gian Guido Vecchi, Corriere della Sera 1/10; Giacomo Galeazzi, La Stampa 1/10; [7] M. Antonietta Calabrò, Corriere della Sera 30/9. [8] Pier Luigi Bersani, Corriere della Sera 1/10; [9] Goffredo De Marchis, la Repubblica 28/9; [10] Giacomo Galezzi, La Stampa 27/9; [11] Paolo Conti, Corriere della Sera 1/10; [12] Fabio Martini, La Stampa 30/9; [13] Fabio Martini, La Stampa 29/9.