Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2011  ottobre 01 Sabato calendario

LA BOCCIATURA DEI NEUTRINI E ALTRE PROVE D’ESAME

Che cosa pensa di questo elenco? Francesco de Sanctis, Benedetto Croce, Vittorio Emanuele Orlando, Luigi Credaro, Giovanni Gentile, Antonio Segni, Paolo Rossi, Aldo Moro, Oscar Luigi Scalfaro, Franco Maria Malfatti, Giovanni Spadolini, Tullio De Mauro e, per finire, Mariastella Gelmini...
Paolo Pellegrini
p.pelle@yahoo.it
Caro Pellegrini, il nome di Mariastella Gelmini, collocato dopo un ironico «per finire», è un’allusione, suppongo, al comunicato del ministro della Pubblica istruzione in cui si parla con orgoglioso compiacimento di un «tunnel dei neutrini» che collegherebbe la città svizzera di Ginevra, sede del Cern, con i Laboratori nazionali del Gran Sasso. La costruzione di questi laboratori cominciò nel 1982, grazie a una iniziativa del fisico Antonino Zichichi, e si compone di alcune lunghe stanze (in tutto qualche centinaio di metri) collocate sotto 1400 metri di roccia abruzzese. Vi sono anche laboratori esterni, ma quello sotterraneo permette di ridurre notevolmente il flusso dei raggi cosmici e di meglio rilevare alcune particelle come i neutrini. L’autore del comunicato ha preso un abbaglio e ha creduto nell’esistenza di un tunnel dalla Svizzera all’Italia centro-meridionale. Il ministro dell’Università e della Ricerca scientifica avrebbe dovuto sapere che tra gli enti di cui è indirettamente responsabile vi sono anche i Laboratori del Gran Sasso, appartenenti all’Istituto nazionale di Fisica nucleare. Ma non lo sapeva e ha fatto una gaffe che ha suscitato l’ilarità della pubblica opinione. Giusta punizione. Ma è davvero necessario conoscere il mondo dei neutrini per fare decorosamente il mestiere di ministro della Pubblica istruzione?

Nella sua lettera, caro Pellegrini, lei ha citato alcuni studiosi prestati alla politica (Croce, Gentile, De Mauro), alcune persone che tennero un piede negli studi e l’altro nella politica (De Sanctis, Spadolini), uomini che ebbero cattedre universitarie, ma si dedicarono principalmente alla politica, come Aldo Moro, e altri totalmente politici. Le stesse ripartizioni valgono per altre personalità passate attraverso il palazzone di Trastevere durante il fascismo e la prima Repubblica: il quadrumviro De Bono, l’intellettuale Bottai, il commentatore dell’Osservatore Romano Gonella, la sindacalista Falcucci, l’imprenditrice Moratti, il rettore Berlinguer, i politici Bianco, Galloni, Malfatti, Mattarella, Pedini, Russo Iervolino, Sarti. Avevano competenze e origini diverse, ma tutti dovettero affrontare problemi organizzativi che rispecchiavano la crescita della popolazione italiana, la formazione di nuovi ceti sociali, le esigenze dell’economia nazionale, i limiti del bilancio, le pretese dei sindacati, la contestazione giovanile, i malumori delle famiglie. All’esame dei neutrini Mariastella Gelmini è stata bocciata. Ma la sua promozione, in ultima analisi, dipenderà dal modo in cui avrà saputo affrontare questi problemi.
Sergio Romano