Mark Perna, Corriere della Sera 1/10/2011, 1 ottobre 2011
SPESA, CINEMA, CENA LI POSSO PAGARE VIA SMARTPHONE?
I l 2011 è l’anno dell’Nfc, il Near field communication. Dopo numerose sperimentazioni il sistema di pagamento elettronico con il cellulare è finalmente ai blocchi di partenza negli Stati Uniti e in molti Paesi europei, ma non in Italia. Nonostante la grande diffusione di smartphone, oggetto di culto nazionale, da noi manca ancora un reale accordo tra le banche e gli operatori telefonici, requisito fondamentale per consentire a questa innovazione di funzionare al meglio. L’unico esempio significativo realizzato sul nostro territorio è l’utilizzo dell’Nfc da parte dell’azienda di trasporti di Milano con un progetto messo a punto da Telecom Italia e che dovrebbe essere presto esteso anche alle Ferrovie Nord. Con Mobile Pass alcuni abbonamenti dell’Atm sono integrati direttamente nel cellulare e, per accedere a metropolitana e mezzi pubblici, è sufficiente avvicinare il terminale, anche spento, a tornelli e convalidatrici.
«Nonostante alcuni segnali incoraggianti, il fenomeno avrà sicuramente un orizzonte temporale piuttosto lungo, soprattutto se consideriamo che in Italia ci sono oltre un milione di Pos (i terminali per bancomat e carte di credto, ndr) che devono essere sostituiti e che il ciclo di vita di un telefono è di tre anni», dice al Corriere Alessandro Perego, responsabile scientifico dell’Osservatorio Nfc & Mobile Payment della School of Management del Politecnico di Milano. L’elemento attualmente assente è una standardizzazione del sistema e, come sostiene Marco Patuano, amministratore delegato di Telecom Italia, «per fare in modo che il mercato decolli è necessario che ciascuno faccia la sua parte in un’ottica di ecosistema». Eppure il Near field communication sarebbe uno straordinario sistema per semplificare la vita ai cittadini.
La funzione principale di questa innovazione è di trasformare il cellulare in un borsellino elettronico per effettuare pagamenti in mobilità. Grazie a una particolare antenna e un chip integrato nello smartphone, è sufficiente usare il nostro cellulare vicino a un apposito lettore per acquistare il giornale, il biglietto del cinema, la sosta del parcheggio ma anche pagare il conto al ristorante o al supermercato. I punti di forza di questa tecnologia risiedono principalmente nel fatto che l’utente non deve effettuare nessuna impostazione particolare del telefono e la transazione avviene in modo rapido e sicuro.
Se l’Nfc è già una realtà in Giappone con 60 milioni di terminali abilitati e oltre un milione di esercenti equipaggiati per gestire questo tipo di pagamenti, diversi sono i progetti internazionali che lasciano presagire un decollo planetario. A dare una forte accelerazione potrebbe essere Google che ha recentemente presentato Wallet, il suo servizio di pagamento per cellulari Android partito in via sperimentale a Portland, San Francisco e New York. A credere nell’Nfc ci sono altri nomi blasonati come Visa, Mastercard e PayPal, mentre tra i Paesi europei più dinamici emergono la Francia e l’Inghilterra. Nizza è attualmente la città meglio attrezzata del vecchio continente con un progetto d’eccellenza che ha visto il coinvolgimento del governo nazionale e di tutta la filiera: gli operatori telefonici, le banche e gli esercenti. Dalla scorsa primavera Orange ha portato l’Nfc in 50 mila negozi britannici, tra cui le catene Pret a Manger, Eat, Subway e McDonald. Non sorprende che, con tutti questi progetti, gli analisti vedano un futuro roseo per l’Nfc tanto che la società di consulenza Gartner stima che entro il 2014 il 10% dei cellulari a livello mondiale sarà dotato di questa tecnologia e, secondo Juniper Research, nel 2015 si faranno acquisti con il cellulare per 50 miliardi di dollari.
Attualmente i terminali sul mercato abilitati sono ancora pochi (vedi Samsung Nexus S, Nokia N9), ma i prossimi BlackBerry e forse l’iPhone 5 potrebbero dare un’ulteriore spinta all’adozione di questa tecnologia. Intanto si stanno sperimentando altre applicazioni che consentirebbero all’Nfc di migliorare ulteriormente la vita degli utenti. Tessere punti e carte fedeltà possono essere già facilmente integrate nel telefonino ed esistono progetti pilota, come quello della spagnola Telefonica, per usare il cellulare al posto della carta d’identità. Ma la frontiera più affascinante è quella che permetterà di eliminare le chiavi. È appena terminata una sperimentazione di otto mesi al Clarion Hotel di Stoccolma che ha dimostrato come i clienti dell’albergo abbiano potuto sostituire facilmente le tradizionali chiavi di plastica con l’utilizzo di cellulari Nfc. La startup californiana Apigy ha da poco messo a punto un sistema chiamato Lockitron per gestire gli accessi domestici con l’utilizzo di chiavi virtuali. Se volete affittare il vostro appartamento in montagna, con questo sistema potere inviare la chiave al cliente senza muovervi di casa, decidendo anche per quanto tempo autorizzarne l’uso. Test simili sono già stati condotti da aziende leader di mercato come Yale, ma a crederci sono anche le case automobilistiche come Bmw che sta testando l’uso dell’Nfc integrato direttamente nella chiave dell’auto. Ci vorrà ancora qualche anno, ma la promessa di liberarci da banconote e monete, tessere, documenti e chiavi suona già come una conquista epocale.