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 2011  settembre 30 Venerdì calendario

“Con i sensori e il wireless preveniamo le malattie dell’uva” - Sullo smartphone di Augusto Cappellano arriva una mail: «Attenzione, c’è un pericolo di oidio nella parte bassa del tuo vigneto

“Con i sensori e il wireless preveniamo le malattie dell’uva” - Sullo smartphone di Augusto Cappellano arriva una mail: «Attenzione, c’è un pericolo di oidio nella parte bassa del tuo vigneto. Si consiglia un trattamento con lo zolfo». Cappellano verifica e provvede, riducendo al minimo il suo trattamento tra i filari di Nebbiolo, sulle colline di Serralunga d’Alba. Mail? Smartphone? Chissà cosa avrebbe detto papà Baldo, grande «barolista chinato» ma con la schiena sempre diritta per difendere il vino vero. «Ne sono certo, sarebbe stato felicissimo - assicura Augusto, laurea in ingegneria chimica, ma stesso sguardo visionario del padre -. Perché non è affatto vero che la tradizione e la coltivazione biologica fanno a pugni con l’innovazione». È con questo spirito che due anni fa Cappellano ha aderito a una sperimentazione finanziata dalla Regione Piemonte, con la Scuola Enologica di Alba a far da capofila e vari partner tra cui le Università di Torino e Cattolica di Piacenza, l’associazione Viniveri e la società Csp. In alcuni suoi vigneti e in quelli didattici della scuola sono così stati installati una serie di sensori in grado di raccogliere informazioni su temperatura dell’aria, umidità della foglia e agenti atmosferici. «Si tratta di una stazione di rilevamento alimentata con un pannello solare», spiega Cappellano. Grazie a un impianto wireless e a Internet, i sensori trasmettono i dati a un cervellone che li elabora e li rilancia in pochi secondi, inviando report con tutte le informazioni utili sullo stato di salute dei filari». Dopo due anni di prove, il progetto sta iniziando a dare i primi risultati. «Con questo sistema riusciremo a intercettare le malattie delle piante prima che possano creare danni, e soprattutto utilizzeremo le contromisure solo quando strettamente necessario, evitando di imbottire il terreno di rame e zolfo». Ma l’informatica non avanza solo nei vigneti di Langa. Sensori di ribaltamento sui trattori, collegati con il gps per conoscere l’ubicazione del mezzo e intervenire subito in caso di incidente, aerei di ricognizione senza pilota in volo sui campi con sensori multispettrali in grado di analizzare colture e delineare confini, comunicazione dati istantanea, agrometeorologia applicata, sono solo alcuni degli ambiti di sviluppo più recenti. «L’uso di questi sistemi di rilevazione ed analisi si sta diffondendo un po’ ovunque - conferma Paola Molinari, responsabile del settore cartografico di Agriconsulting, società collegata a Confagricoltura -. Tuttavia, l’Italia ha due limiti: la conformazione complessa del terreno e la parcellizzazione delle proprietà. Se negli Usa un’azienda in media possiede 80 ettari di terreno e in Francia 50, in Italia la media è di 8 ettari e ciò rende dispendioso l’uso di certi strumenti. Per questo sono soprattutto le università e i consorzi a portare avanti i progetti». Tra i vigneti, pare che ci sia anche un sensore in grado di rilevare il grado di maturazione dell’uva. «Ma io - dice Cappellano - preferisco ancora camminare tra i filari e assaggiare i grappoli, fidandomi solo del mio palato».