Paola Pollo, Corriere della Sera 30/09/2011, 30 settembre 2011
IL RITORNO DELLA FACCHINETTI. CON PINKO LA SFIDA DEL WEB —
IL RITORNO DELLA FACCHINETTI. CON PINKO LA SFIDA DEL WEB — La moda griffata solo per la rete. Subito soprannominata la «web couture»: da ieri sera su www.uniqueness.com by Pinko con Alessandra Facchinetti. Qualcuno doveva pensarci. Che l’abbia fatto un gruppo e una stilista italiana non può che far piacere. Passi il lancio a Parigi quindi, allo Jeu de Paume, in place de la Concorde, un tocco chic che non guasta. Le modelle escono da un cubo dove la stilista le consiglia e le veste: abiti freschi, leggeri, i lunghi scivolati e i corti con la gonna plissé; camiciole precise; trench corti; pantaloni vagamente divisa; giacche frac ma anche collane e bracciali e guanti. Stampe e ricami di grande modernità. Colori contemporanei perché in tono optical: bianco e nero e poi rosa, azzurro e giallo.
Uno stile un po’ gotico, infantile come certi fumetti cult. Il progetto è veramente interessante: vendita solo online (salvo poche eccezione), consegna in 48 ore in Europa e qualcosa di più nel resto del mondo grazie alla collaborazione con Yoox e The Corner. Due collezioni importanti l’anno che saranno vendute subito (e non dopo sei mesi come accade in genere), nessuna stagionalità, aggiornamenti settimanali continui. Prezzi «popolari»: dalle 90 di una blusa ai 1.200 euro di una pelliccia. Alessandra Facchinetti è più tranquilla e serena di qualche anno fa. Trentanove anni e un curriculum pazzesco: gli inizi in Prada e quelle due esperienze in Gucci e Valentino finite tra amarezze oggi dimenticate. «Un progetto che scriverà nuove regole nella moda perché al fast fashion stiamo per dare contenuto oltre che dinamicità». Aggiunge Pietro Negra, patron di Pinko: «Il consumatore di oggi è molto più informato e non lo si può più imbrogliare». Cioè? «Troppe volte in nome della griffe è andato a discapito del rapporto prezzo-qualità». L’affermazione non è da poco. «Mettiamola così, che noi preferiamo mettere la qualità di una stilista come Alessandra al servizio della gente». Abiti, ma non solo. Sul sito consigli, anche di musica.
Intanto la moda a Parigi comincia con fuori onda davvero bizzarri. Alla sfilata fra le più attese, lo show di Balenciaga, cedono quattro panchine, una dopo l’altra. Sedere a terra è finita persino un’icona come l’ex direttrice di Vogue Francia, Carine Rotfield, davanti allo sguardo imbarazzato di Henri Pinault, il padrone, sua moglie Salma Hayek e le ospiti Catherine Deneuve, Chiara Mastroianni e Charlotte Gainsbourg. Così per non incorrere in ulteriore spiacevolezze (col senno di poi e senza «contusi» è stato persino divertente) una voce al microfono ha chiesto di restare in piedi durante la sfilata. Mai standing ovation più lunga! Gli abiti? Molto Balenciaga by Nicola Guesquiere: gonne ad A, short, bluse ampie, giacche over in tessuti sostenuti (tutte sete all’apparenza neoprene) fra architetture e fluidità. Il finale in lungo con grandi i copricapi a pagoda, quelli che monsieur Balenciaga amava perché gli ricordavano il padre pescatore.
Chez Rochas l’ispirazione sono tutte le donne del cinema che lo stilista Marco Zanini ha amato e ama di più: dalle bellissime di Alfred Hitchcock alle tormentate di Tim Burton. Gonne diritte o a ruota, giacchine precise, spolverini e foulard in testa.
Eleganti e perfetti, ma il colpo di coda? Per esempio Dries van Noten con le foto delle città di notte di James Reeve stampate sugli abiti da un twist a una collezione un po’ meno forte del solito. Da Balmain esordisce Olivier Rousteing, 26 anni: il ragazzo fa un buon lavoro, sull’onda del suo predecessore, quel Christopher Decarnin tutto jeans, stiletto, pelle e cristalli. Così fa Olivier ambientando in un rodeo dunque aggiungendo frange e texani.
Paola Pollo