Raffaele De Santis, la Repubblica 30/9/2011, 30 settembre 2011
PERCHÈ “PESCE ARIANO” È ENTRATO NEL DIZIONARIO
Quando Angus Stevenson, il lessicografo che cura l´Oxford Dictionary, ha annunciato che per fare spazio a quattrocento nuove parole, duecento delle vecchie erano state espulse dal vocabolario, si è creato qualche malumore. E´ stato fatto fuori l´"eurocomunismo", ma è uscita anche l´insospettabile threequel, parola usata per indicare il terzo libro di una serie.
Ma cosa regola il flusso di entrate e uscite di un vocabolario? Nello Zingarelli 2012 sono stati accolti 1500 neologismi, da "biotestamento" a "digital divide" (divario digitale), da "compostiera" (per i rifiuti solidi urbani), a "glocalizzazione". Spariscono invece il "seccatasche", per dire seccatore, il "panicolaio", per indicare un miscuglio confuso, e il "guardiavia", che era un calco speranzoso degli anni ‘60 dall´inglese guard rail che si sperava attecchisse ma che invece non ce l´ha fatta.
Certo se il linguaggio è la fotografia del nostro presente, alcune nuove acquisizioni non fanno ben sperare. Nella lunga lista hanno fatto il loro ingresso "fighettismo", "velinismo" e "celodurismo", inserito quest´anno dopo quasi vent´anni di osservazione. Mario Cannella, lessicografo che si occupa della revisione e dell´aggiornamento annuale dello Zingarelli, spiega perché ci è voluto tanto tempo per sdoganare il nuovo conio di marca leghista: «Fino a quando è stato usato come termine gergale riferito solamente a un movimento politico abbiamo evitato. Abbiamo invece riscontrato che poi è diventato un modo di dire generale per indicare un´ostentata esibizione di grinta e virile risolutezza». Ed è l´esempio del metodo di lavoro: si tiene sotto osservazione un termine per qualche anno e quando si vede, tra tv, web e carta, che l´uso non è effimero si decide l´ingresso.
Da Internet ne sono arrivate, di parole. Tra internauti, il "niubbo" è l´"utente nuovo e inesperto", chi frequenta per la prima volta una comunità virtuale, l´imbranato che non conosce le regole base e appare goffo. Il neologismo circola da qualche tempo in rete, ma è entrato nel Devoto-Oli solo quest´anno, come maniera per dire "neofita" non guardando più al greco ma all´inglese. Il calco è sull´anglosassone newbie (contrazione di new beginner). Il "niubbo" si riconosce subito: è colui che entrando in un gruppo di discussione non osserva le regole di comportamento in uso tra i partecipanti e fa magari la domanda sbagliata, una domanda "niubba" appunto, inopportuna e ingenua. Attenzione però a non confondere il "niubbo" con l´"utonto", che è un utente stupido fino ad essere irritante (il termine non è stato ancora inserito nei dizionari, pur essendo frequente sul web).
Parole che entrano, parole che escono. Nel Devoto-Oli 2012, ecco il "pescetariano", che non mangia la carne ma mangia il pesce, ed esce l´"abbadatore", l´operaio della solfatara addetto alla copertura dei calcaroni, i forni di fusione dello zolfo. Le solfatare non esistono più, la parola è espulsa. Resiste il "comizio", anche se ormai sostituito dai dibattiti televisivi, ma esce il verbo "comiziare", mentre a fianco del "talk show" fa quest´anno il suo ingresso il "people show": "Spettacolo televisivo in cui persone comuni si confessano in pubblico, si sfidano in giochi a premi o si esibiscono in prove di abilità". La società cambia e anche le parole conoscono una loro stagione. Così non ha retto l´urto dei tempi il "baciabasso", che è un inchino accompagnato dal bacio della mano. Il linguista Luca Serianni, che insieme a Maurizio Trifone cura dal 2000 il Devoto-Oli, ne spiega così le alterne fortune: «Molte parole marginali sono state messe da parte. Inoltre quando si registrano parole nuove, c´è sempre il rischio che non siano destinate a durare. Così ‘terzopolista´ potrebbe uscire se il terzo polo non decollasse». Hanno invece sicuramente un futuro le parole legate all´ecologia: "agriasilo", "agrinido", "biopattumiera", "bioplastica", "biosacchetto", "green economy", "termocamino".
Una volta i lessicografi lavoravano con i ritagli di giornale che ognuno gelosamente conservava nei cassetti, oggi si aiutano con la ricerca online: mettono una parola su Google o su Google Libri e iniziano ad esplorare. Lo Zingarelli dispone anche di una banca dati di cinque miliardi di parole per verificare sul campo le ipotesi che si fanno strada. «Ci sono parole poco usate che però hanno un´importanza storica o letteraria e dunque non possono essere eliminate. ‘Eurocomunismo´, ad esempio, io non l´avrei eliminata», spiega Cannella, che nel libro Il lessicografo (Zanichelli) racconta proprio come adeguare il vocabolario alla società che cambia. Un tempo per dire rallegrarsi si poteva anche dire "sbaudire", poi è uscito dall´uso e non ha lasciato traccia, la taverna si chiamava "baccanella", perché lì dentro si faceva baccano. E oggi? Per Luca Serianni non c´è da allarmarsi: «Bisogna avere il coraggio di dire no e introdurre un criterio di selezione per non essere invasi. Il vocabolario non può accogliere tutto come fosse un fiume che riceve continuamente affluenti».