Gianluca Nicoletti, La Stampa 30/9/2011, 30 settembre 2011
PESCI GATTO E TARTINE AL BURRO. LA SCIENZA PIU’ PAZZA DEL MONDO
Le più mirabolanti scoperte scientifiche spesso si devono a menti libere dal timore di sfiorare il ridicolo. La spregiudicatezza e il disprezzo per ogni convenzione possono essere il crogiolo di sorprendenti alchimie, purché maneggiate da chi possieda il bene dell’intelletto. Forse è questa la ragione per cui, illustri università da tutto il mondo, spesso finanziano e pubblicano «incredibili ricerche» che sembrerebbero partorite dalla creatività di sceneggiatori di un film demenziale, ma che invece, sicuramente, hanno il loro perché.
Non sta al profano giudicare però, con estremo rispetto per la categoria degli scienziati, molte volte sfuggono le ragioni per cui sia stato commissionato uno studio su temi fondamentali come: «La verifica dell’effetto spermicida della Coca Cola», illuminante ricerca del 2008 di Deborah Anderson, professoressa di Ostetricia e ginecologia del Boston University Medical Campus. Come non apprezzare la costanza dell’Agenzia Meteorologica Giapponese; 7 anni di lavoro dedicati a «Le correlazioni tra terremoti e pesci gatto che scuotono la coda», conclusi in uno studio pubblicato nel 2004 e sicuramente costruito su anticonvenzionali intuizioni, anche se purtroppo non è servito a scongiurare i noti recenti disastrosi eventi.
Non bisogna però lasciarsi troppo condizionare dal paradosso, non s’inventerebbe mai nulla di nuovo se qualcuno non osasse andare oltre i limiti di ciò che sembra saggio. Il vero ricercatore deve esser disposto a lambire i confini di ciò è attribuito alla follia. È proprio in questa poetica dell’azzardo che s’intuisce il sottilissimo diaframma che separa lo scienziato dall’artista.
Tanto questo è vero che spesso è riconosciuto anche dalla comunità scientifica, capace di ironizzare sulla sua molteplice natura in manifestazioni come il premio Ig Nobel. È una singolare manifestazione sostenuta dalla rivista «Annals of Improbable Research», bimestrale ironico scientifico pubblicato in Usa, che ha celebrato ieri il suo ventennale. Tutto si gioca sull’anticipazione al vero Premio Nobel, con una rassegna di ricerche, in apparenza molto strampalate, cui è dato l’attributo di «Ignobili» giocando sull’assonanza ambigua del nome, ma allo stesso tempo gratificate dalla presenza di reali premi Nobel nel parterre della serata della premiazione, che è ospitata nel Sanders Theatre dell’Università di Harvard.
Il precedente Ig Nobel 2010 ha visto trionfare anche tre giovani ricercatori italiani: Alessandro Pluchino, Andrea Rapisarda e Cesare Garofalo dell’Università di Catania. La loro vittoria è stata determinata da un illuminante studio nel campo dell’organizzazione aziendale, dove sono stati capaci di dimostrare matematicamente che «L’efficienza di un’azienda può essere migliorata quando le promozioni sono fatte a caso». Nulla di strampalato se ci si pensa bene, spesso questo avviene, almeno nella percezione di chi vede promuovere solamente i suoi colleghi. Più difficile un’applicazione entro poco tempo dello studio che ha visto lavorare a gomito a gomito sette ricercatori dell’istituto cinese di Entomologia Guangdong, assieme a un collega della Scuola di Scienze Biologiche dell’università di Bristol. In un corposo trattato è stato dimostrato «Come, nei pipistrelli della frutta, la pratica della fellatio sia capace di prolungare i tempi di accoppiamento».
Molti dei premi assegnati nelle edizioni precedenti meritano di essere ricordati per l’impatto avuto nell’evoluzione del pensiero scientifico, tra i tanti è impossibile dimenticare il lavoro del professor Robert Matthews della Aston University, l’insigne studioso delle Leggi di Murphy fu premiato con l’Ig Nobel per la fisica nel ‘96; fu lui l’uomo che riuscì a dimostrare come la tartina imburrata cada più spesso dalla parte spalmata di burro.
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VENT’ANNI DI PREMI CONTRO OGNI LOGICA -
[STE. RIZ.]
Gli Ig Nobel si assegnano ogni autunno dal 1991 con una cerimonia alla Harvard University, in Massachussets. L’edizione del ventennale si è tenuta stanotte. La lunga lista dei «premiati» include celebrità come Jacques Chirac, Ig Nobel per la Pace nel 1996 per gli esperimenti nucleari di Mururoa, e il reverendo Sun Myung Moon, che vinse l’Ig Nobel per l’Economia nel 2010 «per il suo sostegno ai matrimoni di massa». Ma c’è chi può vantare un primato che ha dell’incredibile. Nel 2000, al fisico russo Andrej Gejm fu assegnato l’Ig Nobel per la Fisica, per aver fatto levitare una rana viva all’interno di un campo magnetico. Ma dieci anni più tardi lo scienziato ha potuto riscattarsi, e come. Con il connazionale Konstantin Novoselov ha vinto il Nobel, quello vero, per la Fisica nel 2010, grazie agli esperimenti sul grafene, un materiale che avevano scoperto nel 2004. Tra i vincitori degli Ig Nobel ci sono anche istituzioni, come la Polizia irlandese, Ig Nobel per la letteratura nel 2009: avevano multato decine di volte il signor «Prawo Jazdy», salvo poi scoprire che le due parole in polacco significano «Patente di guida». Nel 1995, è stata la volta del Parlamento di Taiwan, premiato con l’Ig Nobel per la Pace dopo l’ennesima maxirissa. Ma ad Harvard se la sono presi anche con Ron Hubbard, inventore di Scientology, Ig Nobel per la Letteratura nel 1994, per il libro «Dianetics». Nuovi spunti sono venuti dall’attualità. Nel 2009 l’Ig Nobel per l’Economia è andato alle banche islandesi, «per aver dimostrato che banche piccolissime possono diventare grandissime. E viceversa. E per aver dimostrato che lo stesso può accadere a un’intera economia».
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«RICERCHE FOLLI? ANCHE FACEBOOK SEMBRAVA UN’IDEA STRAMPALATA» -
Il professor Daniele Archibugi è un economista dell’innovazione e dirigente del Cnr. Insegna alla Birkbeck University di Londra.
Professore, anche una ricerca che a noi sembra folle può avere una giustificazione scientifica?
«Il ricercatore è simile all’artista, non deve avere paura della propria fantasia. Chi si applica solamente a quello che è già noto non scoprirà mai nulla di importante. Poi chi ricerca non sa mai quello che trova: proprio quando scova qualcosa di inaspettato è il caso di approfondire. A volte le priorità di ricerca sono indirizzate nella direzione sbagliata. Prenda l’esempio del laser: all’inizio sembrava avere finalità solo militari poi ha avuto campi di applicazione molto più estesi. Anche i liofilizzati, di uso comune, erano stati inventati come cibo per astronauti solo per necessità di ridurre peso e ingombro».
Le folli ricerche quindi meritano di essere finanziate?
«I finanziamenti avvengono sui progetti, che spesso sono molto diversi dai risultati: molti progetti di lungo respiro non sempre vedono chiaramente l’obiettivo finale. Sarebbe sbagliato finanziare solo la ricerca che produce risultati certi, per la semplice ragione che non è sempre quella che aumenta o distrugge la frontiera di conoscenza a noi nota».
Quindi anche l’Ig Nobel ha una sua ragione d’essere?
«Io cito spesso nelle mie lezioni le ricerche Ig Nobel. Le idee apparentemente strampalate sono utili a capire la differenza tra invenzione e innovazione. Possiamo ricordare innovazioni che hanno rivoluzionato la vita economica, ma che hanno un contenuto scientifico pari a zero. Io faccio spesso l’esempio della penna a sfera: è una pallina messa in un tubo che distribuisce in maniera uniforme l’inchiostro sul foglio. Ci ha liberato dalle penne stilografiche che per generazioni macchiavano qualsiasi cosa. Il suo contenuto scientifico è bassissimo, ma ha avuto un impatto economico e sociale maggiore di tutta la rivoluzione copernicana».
Conviene quindi tenere d’occhio anche quello che oggi ci sembra ridicolo?
«Guardi, io ero a Harvard la mattina in cui Zuckerberg lanciò il famoso concorso tra le studentesse da cui nacque Facebook. Il traffico ci bloccò il sistema, non si parlava d’altro. Anche quella sembrava un’idea strampalata, ma oggi posso dire che purtroppo Zuckerberg non è stato mio studente e purtroppo non chiese a me di dare un contributo per finanziare il suo progetto. Sarei uno degli uomini più ricchi d’Italia».