FEDERICA ANGELI , la Repubblica 29/9/2011, 29 settembre 2011
SEQUESTRATI E SEVIZIATI PER SETTE GIORNI" IL RACCONTO-SHOCK DI DUE IMPRENDITORI
- ROMA - Seviziati, torturati con sigarette spente sui loro corpi, feriti con lame di coltelli e chiusi in casa per giorni. È stata una settimana di terrore quella vissuta da due imprenditori romani sequestrati da una banda al soldo di uno dei più potenti usurai del litorale romano.
L´incubo per i manager è cominciato la notte del 21 settembre quando i due, in casa del più anziano, una villa all´Infernetto, periferia romana, hanno aperto la porta ai loro aguzzini. In quattro, pare, pistole in pugno, hanno immobilizzato S. C., 58 anni costruttore di palazzi ed ex socio del Luneur, il lunapark della capitale, e il suo collega di 38, anche lui imprenditore edile.
«I soldi li rivogliamo euro su euro, altrimenti da qui non uscite vivi». Una minaccia che ha rischiato di trasformarsi in realtà data l´escalation di angherie che hanno subìto gli ostaggi. Un giro di usura o forse la pista del racket: queste dovrebbero essere le piste battute dagli investigatori. Il condizionale è d´obbligo dato che, non appena la notizia è trapelata, dalla questura si sono chiusi a riccio.
I fatti sarebbero questi: uno dei due (il cinquantottenne) avrebbe contratto un debito di 50mila euro tempo fa con la gang, il cui boss è uno degli usurai più conosciuti e temuti del litorale laziale, pare, legato a clan della camorra. La richiesta di restituzione del denaro da parte del cravattaro e dei suoi scagnozzi era stata piuttosto esosa: 5mila euro al mese. Una richiesta che, malgrado il debito di accorciasse, non sembrava avere fine. Tanto che l´imprenditore, quello più anziano, che proprio tra Anzio e Nettuno ha costruito per anni palazzi e negozi, già vessato dai debiti, a un certo punto ha smesso di pagare. Così sono cominciate le minacce e poi il sequestro.
Le vittime, costrette a subire violenze al limite del sadismo, sono state obbligate a firmare fidi in banca e atti notarili che trasferivano parte del loro patrimonio al boss. La scorsa notte alle tre i due manager, rimasti soli, hanno avvertito la polizia.
Sotto shock sono stati portati in ospedale. Le prognosi con cui sono stati dimessi sono di oltre venti giorni: feriti con coltelli e con sigarette accese, secondo quanto raccontato da fonti sanitarie, i due erano molto provati. Dopo aver ricevuto le cure necessarie gli imprenditori sono stati accompagnati in questura. Sui loro racconti ora stanno lavorando gli agenti della squadra mobile. Degli usurai, al momento, nessuna traccia.