Silvia Paoli, Vanity Fair 28/9/2011, 28 settembre 2011
Conversazioni sul materasso - La Tv dei desideri si trova in uno scrigno grigio-perla alle porte di Milano, Brugherio, stazione del metrò Cologno Nord
Conversazioni sul materasso - La Tv dei desideri si trova in uno scrigno grigio-perla alle porte di Milano, Brugherio, stazione del metrò Cologno Nord. Un cubo gigante con una «Q» turchese dipinta al centro. È la Q di Qvc (acronimo di quality, value, convenience), la Tv dello shopping americano (il secondo canale per dimensioni negli Stati Uniti, fatturato annuo di 7,8 miliardi di dollari), sbarcata in Italia un anno fa, che passo dopo passo si è conquistata il pubblico italiano (diffidente con le compere in Tv) e che si prepara a festeggiare il primo anniversario, nel weekend dell’1 e 2 ottobre, con una lunga maratona di acquisti in video. Varcato l’ingresso, ci sono le sale riunioni, tutte con nomi di fiori. La Tulipano, la Iris, tavoli di impiallacciato chiaro e lavagne di fogli di carta, col pennarello blu ci hanno scritto le parole «passione» ma anche «geloso» (parlavano di fidanzati o di vendite?) in qualche riunione passata. Qui i presentatori si preparano alla giornata. Quattro ore di diretta a testa, a parlare al pubblico di novità nel campo della bellezza, della moda, ma anche di gioielli, accessori per la casa, attrezzi da ginnastica e materassi, sì materassi (confesso: la prima volta che ho visto Qvc volevo comprarlo, forse avevo sonno, poi ho desistito). Lidia Longobardi ha fatto la ballerina di musical, con Brian e Garrison (l’insegnante di danza di Amici). La mamma. La titolare di un negozio di décor a Ibiza. La venditrice alle fiere in tutta la Spagna. Adesso è una dei 13 amatissimi presentatori. Quelli che più che vendere devono conversare con il pubblico. Raccontare del prodotto mettendoci molto di sé. Ha occhi come diamanti neri, un cerottino sul dito medio, una bella parlantina. «Mi viene naturale, ma sono fin troppo “aggressiva”. Colpa del mio passato nelle fiere. Qui non devo urlare, convincere gli spettatori. Dobbiamo conversare (“Conversational” è il mantra del canale, ndr), parlare col pubblico. Senza “vendere”. So di dover migliorare, so di poterlo fare». A uno dei tanti colloqui sostenuti per entrare nel cast, come richiesto, si era portata da casa un oggetto su cui si sentiva sicura: un piega abiti americano. Ha provato a «venderlo». Ha avuto il lavoro. Il destino ha voluto che quell’oggetto, proprio di quel marchio americano, sia arrivato a Qvc. È toccato a Lidia. Centinaia di pezzi sono stati ordinati in 20 minuti. Negli studi dove si va in diretta si può entrare senza troppe accortezze. Basta togliere la suoneria al cellulare. Si passa dalla regia. Martina, la mia guida, mi spiega il compito di ognuno dei ragazzi seduti nella stanza affondata nel buio in cui brillano solo i monitor. La regia generale, il producer che si occupa di comunicare coi presentatori, e poi il ragazzo che guida le telecamere. In studio non ci sono cameramen. Solo le cinque macchine da presa piazzate davanti al set allestito, a seconda del prodotto, con tavoli, banchi o un’intera cucina (stanno impazzando certi cereali, mi dicono). Le macchine si muovono a comando e allargano e allontanano il loro occhio come fossero animate, ma è in regia che si decide se zoomare o no. Forse a fine turno, anche le camere scivolano nella saletta relax dove ci sono le poltrone massaggianti e un angolo lounge. Qui fanno pausa i centralinisti. Nell’anno appena trascorso hanno ricevuto 400 mila telefonate e sono stati al telefono 1 milione e mezzo di minuti. In diretta, al momento, c’è Marco Granati, seduto su un attrezzo da ginnastica, AB dance, detto il cavallino. Accanto a lui una ragazza in tenuta ginnica che spiega e dimostra come usarlo. L’attrezzo ha un sellino basculante su cui sedersi e ondeggiare sui lati per tonificare glutei e addominali. Lo si può anche cavalcare e scivolare avanti e indietro per un effetto hard (e non solo sugli addominali). Lei va su e giù beata, nessuno dice niente. Le telecamere non commentano né ridacchiano sotto i baffi. Un bel vantaggio per la diretta. COME FUNZIONA Per i neofiti: accendete la Tv sul canale 32 del digitale terrestre e di Tivùsat o sul canale 475 Sky. Iniziate a guardare. Sia che troviate uno show di cucina, di bellezza o di moda, il format è lo stesso: spiegazioni semplici, esperti che commentano e dimostrazioni sul modo di usare i vari prodotti. Ed è lì che scatta il meccanismo magico, che si traduce nella domanda: Ma io, come ho fatto finora? A quel punto uno si scrive il codice dei prodotti su un foglio e, per sicurezza, fa un giro sulla pagina di Facebook (oltre 20 mila utenti attivissimi): fa qualche domanda sul prodotto o chiede agli altri utenti come si fa a ordinare, lasciare aperto un ordine, chiuderlo. Vi risponderanno prontamente in dieci (fan, non personale interno) dandovi i dettagli. La pagina di Facebook raccoglie le esperienze di shopping di moltissimi clienti soddisfatti (96%) e anche commenti sui presenter e, a volte, anche sul fattorino Tnt che porta i pacchetti. Una volta presi i codici, si telefona per l’ordinazione, si paga con carta (o in contrassegno) e si aspetta, finché arriva il pacchetto da scartare. E qui arriva il bello: se non va la misura, se c’è qualche problema, o il prodotto non è all’altezza delle aspettative, si può mandare indietro entro 30 giorni e ti rimborsano. Nel frattempo in studio c’è la diretta di un marchio di gioielli con Cristina Dragano, la presenter, e un’ospite che la aiuta a raccontarne caratteristiche e pregi. Cristina, attrice, è diplomata in danza barocca. «Una cosa bellissima, capace di far rivivere con i costumi e le musiche d’epoca le sale di un palazzo, e la magia di un centro storico, ma… non ci si campa». Ha mani curate e smalto rosa che sarà messo in evidenza dalle inquadrature ravvicinatissime di anelli e bracciali. I gioielli sono un altro pezzo forte di Qvc. Il marchio che propone fancy jewels a prezzi abbordabili (avete presente l’anello di Kate Middleton?) ha fatto furore. Alcune misure si sono esaurite in pochi minuti. Fenomeni di un’Italia che forse neanche conosciamo. Ma qual è stata la più grande sorpresa del mercato italiano? Risponde Steve Hoffman, amministratore delegato di Qvc Italia. «Noi pensavamo di partire da marchi molto noti che in qualche modo ci aiutassero a farci conoscere e ci dessero affidabilità. Invece abbiamo scoperto che i marchi in esclusiva, quelli che si trovano solo da noi, hanno riscosso più successo dei marchi famosi». Tipo? «Le pentole Stoneline (per cucinare senza grassi, ndr) o EasiYo (lo yogurt che si prepara a casa, ndr)». Guarda te che Italia affamata e salutista.