varie, 29 settembre 2011
Giuseppe Guddemi, 55 anni. Contadino di Ribera in provincia di Agrigento, capelli e barba lunghissimi, noto come Peppe Trash per la passione di realizzare opere d’arte con materiale riciclato, anche detto Peppe Gesù per la somiglianza col Cristo di Zaffirelli, andava in giro con una vecchia Fiat Ritmo color oro con a bordo statue di figure sacre (ragion per cui era stato pure soprannominato Gesù Nazareno) e viveva col fratello Vincenzo, 58 anni, che da qualche anno era uscito di senno e veniva seguito da un centro di igiene mentale
Giuseppe Guddemi, 55 anni. Contadino di Ribera in provincia di Agrigento, capelli e barba lunghissimi, noto come Peppe Trash per la passione di realizzare opere d’arte con materiale riciclato, anche detto Peppe Gesù per la somiglianza col Cristo di Zaffirelli, andava in giro con una vecchia Fiat Ritmo color oro con a bordo statue di figure sacre (ragion per cui era stato pure soprannominato Gesù Nazareno) e viveva col fratello Vincenzo, 58 anni, che da qualche anno era uscito di senno e veniva seguito da un centro di igiene mentale. L’altra notte i due chissà perché presero a litigare e d’un tratto Vincenzo, afferrato un grosso coltello, infilò la lama più volte nel corpo del fratello. Quello grondando sangue s’andò a rifugiare in balcone ma l’altro lo raggiunse e davanti agli occhi dei vicini di casa che sentendo le grida s’erano tutti affacciati in finestra gli piantò la lama, un’ultima volta, nella schiena. Nottata tra mercoledì 28 e giovedì 29 settembre in una palazzina nel centro storico di Ribera in provincia di Agrigento.