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 2011  settembre 28 Mercoledì calendario

LA SUPER VELINA CHE PIACE A B.

L’alone di mistero che circonda la redazione del Mattinale è quasi impenetrabile. Ogni giorno, i dirigenti del partito di Silvio Berlusconi ricevono via e-mail un documento al quale devono attenersi in caso di incontri pubblici o interviste.
Una nomenklatura che risponde con le stesse parole a tutte le domande è stato il sogno di molti politici autocrati e anche di qualche partito moderno. E il riassunto della linea politica piddiellina, che rispecchia fedelmente l’agenda politica italiana, è compilato direttamente tra le mura di palazzo Grazioli, sotto la guida severa di Paolo Bonaiuti. In principio (esiste dal 1996), il Mattinale era un focus dedicato a un unico lettore: Berlusconi. Nato da un’idea di Niccolò Querci – storico capo segreteria del premier, uomo di Publitalia e oggi membro del cda Mediaset – si concentrava sui 3 o 4 temi più importanti del giorno analizzati in estrema sintesi. Col tempo il documento è diventato il mezzo per distribuire sul territorio i “consigli” sulle parole da usare se interpellati. Per molto tempo Berlusconi l’ha controllato quotidianamente con Bonaiuti, adesso è tutto nelle mani del sottosegretario. Nessuna firma, personalismi ridotti allo zero, grafica in bianco e nero, confezionato per l’ora di pranzo. Niente di più serio.
Se domani chiederete a un deputato Pdl, o a un consigliere regionale, di commentarvi le parole del cardinale Bagnasco, vi potrebbe rispondere così: “L’arcivescovo di Genova non nomina mai Silvio Berlusconi, né lo indica con perifrasi. Il richiamo riguarda tutti”. E ancora: “La questione morale è seria. Negli ultimi anni è stata riproposta in politica da Arturo Parisi a proposito dell’appoggio dato dal Pd all’acquisizione di banche con metodi dubbi. Ed oggi la critica forte di Bagnasco è a quei partiti che avallano o si trasformano in ‘comitati d’affari’, ed è difficile non scorgere sullo sfondo il caso Serravalle”.
TUTTO CHIARO? Bagnasco non ce l’ha con Berlusconi, ma con Penati. E non ci sarà mai un nuovo centro guidato dai cattolici perché “una rifondazione della Dc intesa come Udc allargata sarebbe immiserire un intervento importante”. E “la casa dei cattolici è più che mai il partito fondato da Berlusconi, costola più importante del Partito popolare europeo”.
In redazione sono transitate anche due giovani articoliste alla ribalta delle cronache: Graziana Capone, detta l’Angelina Jolie di Bari, della scuderia di Tarantini, e Paola Petti, compagna di Flavio Simmi ucciso per strada a Roma a luglio. Sarà per questo che se proviamo a saperne di più della squadra, la richiesta d’informazioni diventa un piccolo giallo. A palazzo Grazioli risponde Alessia. Le chiediamo quante persone lavorano al Mattinale ma lei dichiara di non essere autorizzata a diffondere informazioni. Ci prega di richiamare dopo una mezz’ora e trasferisce la telefonata al “dottor Vazio”. Non è autorizzata nemmeno a dirci il nome della persona con cui parleremo. Dall’altro lato della cornetta c’è Fabio Va-zio, ex giornalista del Messaggero ai tempi della vicedirezione di Bonaiuti e già ufficio stampa di Forza Italia. “Il Mattinale esiste da molti anni” è l’esaustiva informazione che ne ricaviamo, e ci tiene a specificare che “non è una redazione bensì un gruppo di lavoro di una decina di persone”. Poi attacca il telefono mentre gli chiediamo i nomi dei collaboratori illustri.
Il segreto avvolge uno strumento che ormai è diffuso a vari livelli e spesso capita nelle mani dei giornalisti o viene divulgato via internet. Motivo per cui le informazioni sono sempre più edulcorate in ragione della propaganda. E di attacchi più o meno forti ai mezzi d’informazione, studiati palmo a palmo. Dal Mattinale sono transitati autori legati al mondo del giornalismo, come Vazio, Giovanni Mottola ex direttore del Tempo e deputato Pdl, Riccardo Berti, ex direttore di Gr Parlamento scomparso lo scorso anno, e Giorgio Stracquadanio.
“HO LAVORATO quotidianamente alla redazione del Mattina-le dal 2003 al 2008 – racconta il deputato del Pdl – alla fine sostituisce un tradizionale quotidiano di partito che il Pdl non ha, dove si pesano gli equilibri, ma è migliore perché non ci sono nemmeno le firme. Di certo dovrebbe esserci maggiore sinergia tra i vari strumenti di comunicazione interna”. In effetti ne esistono una galassia. Tutti vogliono consigliare il presidente ma per ora solo il pensiero di Bonaiuti viene diffuso urbi et orbi. In passato altri noti contributi sono arrivati da Sandro Bondi, che ha realizzato per molto tempo un documento di analisi degli editoriali e delle più importanti interviste pubblicate dai quotidiani e da Renato Brunetta, che da consigliere economico a Palazzo Chigi produceva un elaborato con i consigli per il premier e il suo governo.
Ma l’unico che ha trovato uno spazio riconosciuto è il Mattinale, nella sua austerità. Leggendolo si scopre che non c’è un conflitto d’interessi bensì la sinistra è “padrona della tv”. Questo il tema affrontato il 2 ottobre del 2009, con tanto di classificazione dei programmi. Salvo Porta a Porta, definito “ecumenico-moderato”, alla richiesta com’è Annozero i parlamentari potevano rispondere che “è l’unico caso al mondo di conduttore, orario e palinsesto imposti dalla magistratura, con orientamento antiberlusconiano duro e puro”. Ballarò è “di orientamento Pd”. Fazio è considerato più schierato: “Che tempo che fa, orientamento sinistra”. Fino a Report, che “nasce come programma di approfondimento e inchieste, ma l’opposizione se l’è in pratica annesso”. Le dichiarazioni dei giorni successivi erano tutte in linea con le indicazioni.