Giovanna Gabrielli, il Fatto Quotidiano 29/9/2011, 29 settembre 2011
IL FATTO DI IERI - 29 SETTEMBRE 1964
Per molti fu la risposta sudamericana ai Peanuts di Schultz. Piccola peste politica, anima ribelle, Mafalda, zazzeruta eroina di carta, debutta nel mondo dei cartoon il 29 settembre 1964, protagonista, sul settimanale argentino Primera Plana, della prima di una formidabile serie di strip firmate Quino, star mondiale del fumetto. No global ante litteram, la bimbetta di Buenos Aires che odia la minestra, metafora della quotidiana zuppa di ingiustizie, e che stranisce gli adulti con le sue domande disarmanti, resta, anche dopo il suo addio del ’73, testimonial naif della satira politica argentina, pessimista, sovversiva. Angosciata, rabbiosa, a caccia, col suo mappamondo girevole, dei soprusi planetari, Mafalda oltrepassa ogni scarto generazionale. Icona senza tempo, coi suoi furori sociali, l’impertinenza verso un mondo familiare vacuo e ipocrita, il disincantato smascheramento dei vizi del mondo. Uscita dalla matita di un genio. Garbato e sobrio nel tratto ma spesso feroce nella sostanza. La matita di Quino, el gringo di Mendoza, multietnica, cosmopolita, così lontana dagli stereotipi di Baires. Un’“Argentina senza mucche e senza tango”, come ricorderà lui stesso con sottile humour malinconico.