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 2011  settembre 29 Giovedì calendario

Sui neutrini niente lezioni dai parrucconi - Sulla velocità dei neutrini si so­no fatte troppe chiacchiere

Sui neutrini niente lezioni dai parrucconi - Sulla velocità dei neutrini si so­no fatte troppe chiacchiere. È per questo che vorrei rispondere alla compagnia di giro di filosofi, in­tellettuali e moralisti che sprolo­quia su giornali e televisioni. Ri­sponderò con i fatti. Primo. Il Pro­fessore Zichichi, dicono, ha rotto il segreto che circondava lo stu­dio sulla velocità dei neutrini? È questa l’accusa? Non ho affatto rotto il segreto. Prova ne è quello che ho detto mercoledì 21 settem­bre e pubblicato su Il Giornale il giorno dopo. Non una parola né sugli aspetti tecnici né sui famosi 60 nanosecondi. Era questo il se­greto: 60 nanosecondi! Non le vo­ci che c’era in ballo una grande scoperta. Questo lo sapevano tut­ti. Nella mattina di mercoledì ho ricevuto telefonate di tre giornali­sti italiani e due stranieri che, es­sendo io il padre del Gran Sasso e il primo fisico al mondo che ab­bia proposto lo studio dei neutri­ni prodotti al Cern e osservati al Gran Sasso (come ha fatto il grup­po «Opera»), mi ponevano do­mande sui risultati ottenuti. Do­mande alle quali non ho rispo­sto. Dopo cinque telefonate ho chiamato Vittorio Macioce, un giornalista che stimo, dicendogli che correvano voci di una gran­de scoperta e che ci sarebbero sta­ti al Cern e al Gran Sasso due se­minari sulle proprietà dei neutri­ni. Il segreto da me rivelato sareb­be qui­ndi l’annuncio di due semi­nari e il loro tema. Non vedo fran­camente dove sia lo scandalo. Seconda chiacchiera. Atten­zione, ricordano i parrucconi, la scoperta deve essere conferma­ta. Risposta. Sono stato il primo a dire che l’esperimento necessita di conferma sperimentale. Se confermato sarà la più grande scoperta del secolo. Ho detto e ri­petuto: se confermato. Ed ecco un fatto da me vissuto in prima persona. Negli anni sessanta arri­vò dall’America la notizia di una grande scoperta: il primo esem­pio di particella «scalare» il che vuol dire tipo «pallina». Siccome tutte le particelle note erano tipo «trottolina» questa scoperta fu ai tempi una «bomba». Ripetendo l’esperimento al Cern dimostrai che la particella tipo «pallina» non esisteva. Ancora oggi nessu­no ha mai scoperto una particel­la tipo pallina. Non ho quindi nul­la da apprendere dai colleghi che pontificano senza avere mai fat­to un esperimento. Tutti i fisici sanno che la verifica sperimenta­le è indispensabile. Terza chiacchiera. Le scoperte debbono essere date al grande pubblico dopo che sono state pubblicate su una rivista scienti­fica. Risposta. Non ho nulla da imparare su quando una scoper­ta d­eve essere data al grande pub­blico. Ecco qui un altro fatto. Quando scoprimmo al Cern il pri­mo esempio di antimateria nu­cleare (correva l’anno 1965) ci li­mitammo a inviare la descrizio­ne rigorosa dell’esperimento e i risultati ottenuti alla rivista scien­tifica più prestigiosa d’Europa. Dopo molte settimane l’esperi­mento venne ripetuto in Ameri­ca e i risultati dati subito alla stampa. Gli autori americani pre­tendevano di avere la priorità scientifica proprio per averla fat­ta conoscere a tutti prima della ri­vista altamente specializzata, che ha tempi lunghi in quanto un lavoro viene sottoposto a verifi­che rigorose, prima di essere pub­blicato. Però incominciò così il problema su cosa fare. Gli autori della scoperta sulla velocità dei neutrini che dal Cern arrivano al Gran Sasso hanno deciso di fare il Seminario al Cern nello stesso giorno in cui hanno stampato il preprint. Coloro che pensano di avere il diritto a pontificare - pur non avendo mai scoperto niente - debbono rendersi conto che dal 1965 è passato quasi mezzo seco­lo. Oggi- non certo per colpa di Zi­chichi - tutte le scoperte vengo­no date al grande pubblico ben prima di essere stampate su rivi­ste specializzate. Questo nulla to­gl­ie al rigore col quale si deve rea­lizzare un esperimento e alla ri­producibilità di una eventuale scoperta che da quell’esperimen­to può venir fuori. E con questo spero di aver risposto a chi mi tira in ballo, con lezioni sul galateo scientifico.