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 2011  settembre 29 Giovedì calendario

La rivista del terrore che insegna a uccidere i «nemici dell’islam» - Al Qaida non solo celebra l’11 settembre ed i più sanguinosi at­tentati degli ultimi dieci anni, ma ne annuncia di nuovi come se fos­se la pubblicità della patatine

La rivista del terrore che insegna a uccidere i «nemici dell’islam» - Al Qaida non solo celebra l’11 settembre ed i più sanguinosi at­tentati degli ultimi dieci anni, ma ne annuncia di nuovi come se fos­se la pubblicità della patatine. Sembra incredibile, ma la rete del terrore, o quello che ne resta, da un anno a questa parte pubblica una rivista on line. Si chiama In­spire e come si legge in copertina «ispira i credenti» di Allah. Nella settima edizione, appena uscita, i terroristi annunciano l’articolo di uno degli eredi più in vista di Osama Bin Laden, il predicatore Anwar al Awlaki. Il titolo è alluci­nante: «Colpire la popolazione dei Paesi che sono in guerra con i musulmani». Lo sfondo utilizza­to per lanciare il pezzo è niente­meno che un’immagine della Sta­zione centrale di Manhattan a New York. Non a caso nel tran­quillo rifugio di Bin Laden in Paki­stan, ad Abbottabad, dove è stato sorpreso e ucciso, i corpi speciali americani hanno trovato infor­mazioni sui piani per colpire i tre­ni negli Usa. Osama era ossessio­nato dal ripetere l’exploit dell’11 settembre, che viene celebrato dall’ultimo numero della rivista di Al Qaida. Al Awlaki, nell’articolo che se­condo Inspire «uscirà a breve», spiegherà come decimare la po­polazione occidentale, in partico­lare quella americana, di cui l’au­tore fa parte. Il nuovo Bin Laden, classe 1971, è un cittadino a stelle e strisce. Dal 2004 si è trasferito nello Yemen, terra di origine del padre, diventando la guida spiri­tuale della risorta Al Qaida nell’ antico regno della regina di Saba. Non solo: è stato proprio il predi­catore del terrore ad influenzare il maggiore dell’esercito Usa Ni­dal Hassan, che ha compiuto una strage fra i suoi commilitoni in partenza per l’Afghanistan. Al Aw­l­aki ha pure ispirato il fallito atten­tato sul volo diretto a Detroit del giovane nigeriano, Umar Farouk Abdulmutallab, che studiava a Londra. Oltre al tentato attacco in vari Paesi euroepei e negli odiati Stati Uniti con i pacchi bomba spediti via corriere aereo. Nel 2000, Nawaf al-Hazmi e Khalid al Mihdhar, due dirottato­ri kamikaze dell’ 11 settembre, fre­quentavano la moschea di al Aw­laki a San Diego. Dieci anni dopo il presidente americano, Barack Obama, ha in­serito il predicatore del terrore nella speciale lista della Cia di obiettivi da eliminare. Nello Ye­men i velivoli senza pilota Usa ci hanno provato facendo cilecca per un soffio. Nel novembre 2010 al Awlaki ha risposto con un vi­deo incitando gli islamici ad ucci­dere gli americani «senza esita­zioni ». Il predicatore del terrore si era già esibito su Inspire con un dotto articolo dello scorso gennaio sul diritto dei musulmani di saccheg­giare gli infedeli inC nome della guerra santa. La pubblicazione del terrore è diventata famosa per una delle sue prime ’inchie­ste’ su «Come cucinare una bom­ba nella cucina di tua madre». L’articolo di punta si intitolava «Lo chef di Al Qaida». Può sem­brare uno scherzo, ma Inspire è una rivista voluta dalla costola di al Qaida nella penisola arabica, una delle più pericolose e sangui­narie organizzazioni territoriali del terrore. Nell’ultimo numero lo house organ della rete fondata da Bin Laden se la prende pure con l’Iran bollando come «ridico­le » le teorie di Mahmoud Ahmadi­nejad sull’ 11 settembre. «Il gover­no iraniano ha sostenuto per boc­ca del suo presidente di non cre­dere che Al Qaida sia dietro all’11 settembre, ma che piuttosto ci sia il governo americano- si legge nell’articolo - . Perché l’Iran so­stiene una posizione così ridico­la, che è contro ogni logica ed evi­denza? Siamo stati noi». Per i ter­roristi on line la spiegazione è semplice: Teheran è gelosa della rete del terrore considerandola una temibile «concorrente nel conquistare il cuore e le menti dei musulmani emarginati nel mondo».