JASON BUSH, la Stampa 29/7/2011, 29 luglio 2011
Gli attacchi di Gazprom intensificano la guerra del gas tra l’Ue e la Russia - La Russia e l’Europa stanno facendo la guerra del gas
Gli attacchi di Gazprom intensificano la guerra del gas tra l’Ue e la Russia - La Russia e l’Europa stanno facendo la guerra del gas. Nell’ultima battaglia, gli ispettori antitrust della Commissione Europea hanno fatto irruzione negli uffici delle imprese controllate di Gazprom in 10 Paesi. Il motivo ufficiale per il giro di vite sul gruppo del gas russo appoggiato dallo Stato è il desiderio dell’Europa di aprire i mercati dell’energia a una maggiore concorrenza. Ma come nel caso di un complesso puzzle, è necessario guardare l’intero quadro per capire l’importanza dei singoli pezzi. Gli attacchi arrivano in un momento in cui l’Unione europea e la Russia sono già bloccate in uno stallo diplomatico riguardo al futuro delle forniture di energia all’Europa. Il contesto è la competizione di lunga data tra due gasdotti progettati per l’Europa - il progetto russo South Stream sotto il Mar Nero e il gasdotto Nabucco, sostenuto dall’Ue, del Mar Caspio. Bisogna vedere se l’Ue riuscirà a diversificare le sue forniture di energia, sfruttando le enormi riserve di gas dell’Asia centrale o se sarà costretta ad aumentare la sua forte dipendenza dal gas russo. Di recente, l’Europa ha bruciato le tappe con un’offensiva diplomatica energica per stipulare contratti con fornitori per il progetto Nabucco. Ora sta negoziando con l’Azerbaigian e il Turkmenistan per costruire un gasdotto sotto il Mar Caspio che si collegherà con Nabucco. Ma c’è un ostacolo. La Russia sta adoperando ogni mezzo (legale, ambientale e diplomatico) per ostacolare il progetto Nabucco, impedendo l’accordo sulla natura giuridica del Mar Caspio. L’Europa sembra giunta ai limiti di sopportazione nei confronti di queste tattiche. Questi inasprimenti dei conflitti sono notizie negative per i soci Gazprom. Se gli ispettori della Commissione riescono a confermare questi sospetti di collusione, le possibili multe sono enormi, fino al 10% del fatturato annuale delle imprese controllate. Solo in Germania, questo potrebbe significare multe di 900 milioni di dollari. È possibile che Mosca faccia un passo indietro. Nel frattempo sono state esaminate opzioni che implicano una collaborazione tra la Russia e l’Ue per esempio nella gestione dei gasdotti dell’Ucraina.