Francesco Grignetti, La stampa 29/9/2011, 29 settembre 2011
INTERCETTAZIONI, IL PDL RIESUMA IL DISEGNO MASTELLA
Arriva l’ennesima giravolta sulle intercettazioni e si chiama ddl Mastella. L’ex ministro della Giustizia, che tre anni fa stava con il centrosinistra, e ora è eurodeputato del centrodestra, nel 2008 era riuscito quasi nel capolavoro di riformare la materia delle intercettazioni, dando un leggero buffetto ai magistrati e un sonoro ceffone ai giornalisti. In buona sostanza non si cambiava granché nell’uso dello strumento, ma in compenso veniva data una strizzata pazzesca all’informazione. Per essere chiari: gli atti di un’indagine, intercettazioni comprese, sarebbero stati impubblicabili, per esteso come per sintesi, e per tutta la durata delle indagini preliminari, fino all’udienza preliminare. Su questa virata la politica era stata d’accordo quasi all’unanimità. Per uscire dalle secche, e sparigliare i giochi, il Pdl ha deciso di riesumare quella proposta e di accoppiarla alla stretta sul numero e sulla durata delle intercettazioni come proponeva il ministro Alfano. Se ne parlerà a Montecitorio la settimana prossima e non è escluso che si arrivi a un voto di fiducia. A questo proposito sono già in atto le grandi manovre: il ministro della Giustizia, Franco Nitto Palma, ieri mattina è salito al Quirinale e un’ora dopo assieme ad Angelino Alfano ha raggiunto Berlusconi.
Con il ddl sulle intercettazioni si assisterà dunque alla più classica delle tattiche parlamentari: una parte che si appropria di un pezzo delle proposte altrui. Il Pdl in verità ci aveva già provato. Un divieto di pubblicazione simile a quello contenuto nel ddl Mastella era già nel testo primigenio, votato in prima lettura alla Camera e poi al Senato, e che però era stato eliminato dall’ultima mediazione tra Giulia Bongiorno e l’ex ministro Alfano. Ora si torna indietro: divieto assoluto di violare il segreto investigativo fino all’udienza preliminare, anche quando gli atti sono stati portati a conoscenza delle parti; impossibile pubblicare intercettazioni anche «per contenuto». E’ chiarissimo un deputato del Pdl, nell’illustrare il meccanismo che si sta per mettere in moto: «Avete presente la intercettazione di Berlusconi sulla “patonza”? Sarebbe vietato già ora pubblicarla per esteso, ma tutti i giornali se ne fregano. La legge dice che sarebbe possibile scriverne per sintesi, ma non capita mai. In futuro, la parola stessa “patonza” non sarà pubblicabile fino all’udienza preliminare». Previste severe sanzioni per chi viola il segreto.
Non è difficile capire perché questa versione del ddl, finalmente, dia soddisfazione al Cavaliere. Tanto più che sparirebbe il meccanismo dell’udienzafiltro (una udienza a porte chiuse in cui il giudice e gli avvocati avrebbero deciso assieme quali intercettazioni sarebbero state trascritte perché utili al processo e quali distrutte perché inutili) che aveva trovato un sofferto assenso dell’associazione magistrati, del sindacato giornalisti e degli editori.
Ne hanno parlato a lungo in un vertice tecnico, ieri nella sede del Pdl. Al termine, Fabrizio Cicchitto sintetizzava così: «Le misure non sono rivolte a mettere bavagli, ma a difendere la privacy profondamente lesionata dalle iniziative dissennate che vediamo in questi giorni». Le opposizioni annunciano battaglia.
Modifiche in vista anche per i blogger, sul piede di guerra per l’obbligo di rettifica e che oggi terrà una manifestazione al Pantheon. Il deputato Roberto Cassinelli, Pdl, annuncia un emendamento per differenziare il trattamento tra i siti professionali e quelli amatoriali. E’ con lui il ministro Giorgia Meloni: «Si può partire dal presupposto che sia necessario garantire il diritto di rettifica anche sui blog, ma è evidente che la norma è stata scritta con una certa leggerezza se si equipara il blog di un ragazzo a una testata giornalistica».