Varie, 28 settembre 2011
LINARES Giuseppe
LINARES Giuseppe Erice (Trapani) 5 maggio 1969. Poliziotto. Guida la squadra mobile di Trapani. Da anni impegnato assieme alla Procura di Palermo nelle ricerche del latitante Matteo Messina Denaro, l’erede dei boss Riina e Provenzano • «[...] fa il poliziotto come se si trovasse a Venezia o a Trieste. Solo che lì, a Trapani, conosce tutti e tutti conoscono lui e la sua famiglia. Ogni indagato, ogni sospettato non è uno sconosciuto. [...] il microcosmo di Peppe Linares - nel tessuto sociale di Trapani, degradato e paludoso - è un mondo a parte. Anomalo e distante dal comune sentire che lascia i soldi sopraffare l’amicizia e la pulizia, riesce a mettere insieme il diavolo e l’acquasanta, e può nascondere la ferocia mafiosa dentro la pietà religiosa di chi porta in spalla, il venerdì santo, le stazioni della via Crucis. Certo, il giovane è cresciuto in una famiglia per bene: Andrea, il padre, professore di chimica e biologia al liceo classico Leonardo Ximenes, Mariella - la madre - figlia di un ufficiale della Marina, insegnante di scuola materna. Dunque è nato borghese, Peppe. Ma borghese che non si è fatto conquistare dai vizi della sua classe sociale. È stata la stessa “storia” della città ad averlo lentamente allontanato. Fino ad una sorta di autoisolamento che gli serve da scudo protettivo. Come la maggior parte dei trapanesi, che hanno il destino segnato nella nascita e nella morte (il reparto maternità dell’ospedale è in territorio di Erice, il cimitero a Paceco), Peppe Linares è nato [...] primogenito di tre figli [...]» (Francesco La Licata, “La Stampa” 28/10/2007) • Vedi anche Salvo Palazzolo, “la Repubblica” 25/6/2009.