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 2011  settembre 28 Mercoledì calendario

KennedyIii Bob

• Mt. Kisco (Stati Uniti) 2 settembre 1984. Figlio di Robert (vedi KENNEDY Robert jr.), nipote di Bob • «[...] autore e protagonista di AmeriQua, film-commedia a forti tinte autobiografiche su un fantastico anno vissuto goliardicamente in Italia [...] è il Robert numero tre della “dynasty” dei Kennedy, figlio di Robert jr, avvocato ambientalista, a sua volta terzogenito del senatore Bob, fratello di John, come lui assassinato nel 1968 a Los Angeles. Un nome impegnativo, che Bobby III porta però con [...] allegra disinvoltura [...] Tanto che a 21 anni, dopo la laurea, decide di andarsene in Europa a completare gli studi di relazioni internazionali all’Università di Bologna. Un viaggio di formazione ben visto in famiglia. “Mi hanno messo 5.000 dollari in tasca, mi hanno avvisato che quello sarebbe stato l’ultimo aiuto finanziario, e mi hanno augurato buona fortuna”, racconta. È l’incipit dell’avventura e anche del film, dove Bobby, anzi il suo alter ego Charlie Edwards, sbarca in Italia da ragazzo “gaté” e subito si ritrova al verde, derubato del suo gruzzolo. Vano l’appello estremo alla famiglia: “‘Essere senza soldi in un Paese straniero è una situazione perfetta’, mi ha risposto mio padre, che da giovane l’aveva vissuta anche lui sulla sua pelle”. Non resta che ingegnarsi. “Mi sono ricordato di un ragazzo conosciuto in aereo, tale Lele, che si era presentato come The King of Bologna”. E in effetti Lele Gabellone è una sorta di ras della vita notturna bolognese, più che l’università frequenta i locali dei giovani e fa strage di cuori. Un bagaglio di esperienze che spartisce volentieri con Bobby, allungandogli le giuste dritte. Casa in comune, aperta anzi spalancata. “Tre letti ma abitavamo in cinque e in certe sere molti di più — ricorda Bobby —. Per campare qualsiasi lavoretto. Ho fatto anche il cameriere a 200 euro al mese, ma per fortuna in Italia si usa la mancia”. Vita dura, indimenticabile. “Il più bel periodo mai vissuto. Bologna è una città magnifica e generosa. Quando ho visto il plastico con le sue 400 torri originarie mi ha fatto pensare a New York. Ma in più [...] c’è una storia, una cultura, una gioia di vivere da noi sconosciute. Mi sono sentito proprio il classico americano in Italia. Innamorato pazzo di ogni cosa. Dalle tagliatelle con il ragù a Valentina, che mi ha fatto scoprire piazza Santo Stefano accesa da un concerto di Lucio Dalla. Insomma, una storia meravigliosa che meritava di diventare un film”. Anzi un road-movie. Dove Bobby-Charlie attraversa l’Italia all’inseguimento dei malfattori che l’hanno derubato, scoprendone al tempo stesso le bellezze, il senso della libertà e dell’amicizia. “L’idea c’era tutta, ma realizzarla era un’altra questione. In questo senso chiamarsi Kennedy ha aiutato — ammette —. Se non fossi andato a quel cocktail in casa della zia Kerry, dove c’era mezza Hollywood, non avrei mai potuto realizzare il sogno. È lì che ho conosciuto Marco Gualtieri, un imprenditore italiano membro della Kennedy Foundation, che però con il cinema non c’entrava niente. Mi sono avvicinato a lui, gli ho raccontato la mia storia bolognese, il mio progetto di farne un film. Vieni a Milano, parliamone, mi ha risposto”. [...] Film girato al volo, in digitale, un po’ in italiano, un po’ in inglese, un po’ in bolognese. Con tanti amici intorno: “Molto ‘gorilla’ — lo definisce Bobby —. Con l’energia strepitosa che sento intorno si può far di tutto. Il mio modello è una comicità sgangherata e un po’ surreale”. Film tutto giovane, registi una coppia di milanesi, Marco Belloni e Giovanni Consonni, nel cast, oltre a Bobby, l’amico Lele nei panni di se stesso, Enrico Silvestrini, Alessandra Mastronardi, Eva Amurri (figlia di Susan Sarandon), Moran Atlas. E Giancarlo Giannini che fa un mafioso “old style”. Ciliegine sulla torta, i camei di Glenn Close e Alec Baldwin, nei ruoli di papà e mamma Kennedy. “Sono vecchi amici di famiglia” [...]» (Giuseppina Manin, “Corriere della Sera” 28/9/2010) • Vedi anche “La Stampa” 25/10/2010).