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 2011  settembre 28 Mercoledì calendario

PERCHÉ IN OGNI FAMIGLIA ESISTE IL FIGLIO PREDILETTO

Avviso ai fratelli minori: non leggete questo articolo. Potrebbe confermare quello che avete sempre sospettato: mamma e papà hanno sempre preferito vostro fratello maggiore. Avviso ai fratelli maggiori: non leggete questo articolo. Potrebbe svelarvi quello che non avete mai sospettato: mamma e papà hanno sempre preferito vostro fratello minore.
Comunque la giriate la verità resta scomoda: il figlio prediletto esiste. Chiamatela la sindrome del pinguino. Altro che modi da frac: quando cova quel simpatico pennuto mette da parte l´uovo più grosso - e spazza via quegli più piccolini. È l´evoluzione, bellezza. Il mondo animale al quale tutti apparteniamo ha a cuore soltanto quello: la sopravvivenza della (propria) specie. Per questo l´aquila, che ha appunto la vista più lunga, è più prudente del pinguino: e continua a tenere d´occhio le uova più piccole - giusto in caso.
«La funzione del secondo nato è quella di un´assicurazione» dice cinicamente Douglas Mock, zoologo all´Università dell´Oklahoma, al super reporter scientifico di Time, Jeffrey Kluger, che ha indagato sui figli prediletti nel libro "The Siblings Effect" in uscita qui negli Usa.
La solitudine dei numeri due? Ma no: il gioco del preferito è più sottile. D´accordo, uno studio norvegese ha dimostrato che i figli maggiori avrebbero un quoziente d´intelligenza superiore di 3 punti. D´accordo, un altro studio ha dimostrato che solitamente sono più alti e più forti. Anche qui le spiegazioni sono tutte naturali: il figlio maggiore non deve mica dividere le risorse con il resto della nidiata, si tratti del cibo a tavola o degli stimoli dei genitori. Ma il meccanismo della predilezione gira anche su altre ruote. C´è un altro principio che dividiamo con il resto del mondo animale: e si chiama compassione. È la tendenza a prendersi cura del più debole: destinato in questo caso a diventare, a sorpresa, il prediletto. Sarah Blaffer Hrdy dell´università della California ha raccolto i casi più eclatanti. Per esempio c´è una specie di uccelli in cui il più piccolo viene identificato da Madre natura con un ciuffettino rosso: in questo caso la madre naturale non può sbagliarsi confondendolo con gli altri. E potrà rifocillarlo e proteggerlo con più amore.
Sì, un´altra ricerca dell´università della California ha dimostrato che almeno il 70 per cento dei papà e il 60 per cento delle mamme riconoscono di avere una predilezione per un figlio: che solitamente è il primo. Ma la vera questione è: quanto realmente influisce nello sviluppo? E quanto determina della loro vita adulta?
Qui gli psicologi della Purdue University non hanno dubbi: «La sola percezione di un trattamento sfavorevole è negativa» dice Shawn Whiteman. Ecco perché l´amorevole ipocrisia dei genitori è vitale. La prima regola è non far sentire un figlio davvero più privilegiato dell´altro. Il rischio è quella sindrome che in inglese si riassume Lfs: Less favored status. Lo status appunto del figlio meno favorito che - dimostra uno studio dell´università di Denver - provoca ansia, disistima e depressione. Ma c´è sempre l´altra faccia della medaglia. Il favorito di turno crederà che il mondo è a immagine della sua famiglia: e nella vita reale si risveglierà nell´amara sorpresa che non tutti sono pronti a riverirlo. Qui al contrario è lo sfavorito che diventa favorito: abituandosi a lottare per imporsi e farsi strada.
Non è solo psicologia: è storia. «Il mio carattere fu devastato da quelle umiliazioni», lasciò scritto un romanziere che per tutta la vita mostrò i segni della sindrome da Lfs. Ma c´è qualcuno, oggi, che ricorda i nomi dei fratelli di un certo Charles Dickens?