Giorgio Santilli, Maria Chiara Voci, Il Sole 24 Ore 28/9/2011, 28 settembre 2011
TORINO-LIONE, ACCORDO ITALIA-FRANCIA SUI COSTI
Accordo fatto fra Italia e Francia sulla nuova ripartizione dei costi per la Torino-Lione: la quota italiana della tratta internazionale scenderà dal 63,37% al 57,9%. A Parigi ieri i due ministri delle Infrastrutture e dei Trasporti, Altero Matteoli e Thierry Mariani, hanno stretto un’intesa sostanziale che ora dovrà essere formalizzata nella prossima riunione della commissione intergovernativa (probabilmente l’11 ottobre). Nell’intesa anche la divisione al 50% di tutti i costi aggiuntivi che si dovessero presentare da questo momento in avanti.
Oltre alla riduzione delle spese per l’Italia, che vale circa 300 milioni su 8,2 miliardi di costo totale della tratta internazionale, il valore altamente strategico dell’accordo sta nel fatto che consentirà di bloccare la procedura di cancellazione dei contributi comunitari avviata dal commissario europeo, Siim Kallas. «L’accordo – dice Matteoli in un comunicato – consente di rispettare gli impegni con la commissione europea, da cui Italia e Francia si attendono forte sostegno finanziario per la realizzazione di un’opera, che ha un valore strategico non solo per i due Paesi ma per l’intera Europa».
Soddisfazione anche dal presidente italiano della commissione intergovernativa bilaterale, Rainer Masera, che adesso dovrà completare l’intesa entro la metà di ottobre, quando Bruxelles prenderà la decisione definitiva sui progetti Ten. «I due ministri – dice Masera – hanno ottenuto un risultato altamente positivo anche perché consente all’Europa, a fronte dei necessari aggiustamenti dei conti pubblici, di trovare un equilibrio tra il rigore di bilancio e le risorse per il rilancio delle economie. Se l’accordo non si fosse fatto, si sarebbe rischiato un effetto-contagio che avrebbe potuto travolgere tutti i progetti Ten». Tra i nodi che la commissione intergovernativa dovrà sciogliere c’è l’impegno francese ad accelerare i lavori sulla propria sponda, l’impegno italiano all’approvazione del progetto definitivo (si attende anche la registrazione alla Corte dei conti della delibera Cipe), la proroga della concessione di Ltf oltre il 2013, la possibile suddivisione del contratto di costruzione in lotti.
Per Matteoli la firma di ieri è un notevole successo anche interno. Arriva infatti dopo l’approvazione del nuovo progetto low cost, suddiviso in due fasi con una riduzione di costi complessiva fino al 2030 che è molto vicina al dimezzamento richiesto dal ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, un anno fa. Il costo della tratta internazionale è di circa 8,2 miliardi, il 30% (pari a circa 2,5 miliardi) a carico dell’Unione europea. Restano 5,7 miliardi di cui 3,3 miliardi a carico italiano (contro i 3,6 miliardi del vecchio accordo) e 2,4 a carico francese.
A questi 300 milioni ottenuti ieri vanno però aggiunti i risparmi ottenuti con il progetto low cost nel corso dell’ultimo anno. Sulla tratta nazionale si è passati da 4,4-4,6 miliardi a una stima di 1,8-2 miliardi, con un risparmio di 2,6 miliardi, ottenuto in virtù del taglio dell’interramento da Piana delle Chiuse ad Avigliana e il rinvio dopo il 2030 della Gronda merci di Torino.
Sulla tratta internazionale il costo di 10,2 miliardi (che per l’Italia significava 4,6 miliardi di costo) si riduce a 8,2 miliardi che, con l’intesa di ieri, si stabilizza a 3,3 miliardi. Costo totale attuale: 5,1 miliardi circa. Costo totale un anno fa: 9-9,2 miliardi. Risparmio superiore ai 4 miliardi, costi tagliati.