Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2011  settembre 26 Lunedì calendario

TUTTE LE BUGIE DI AHMADINEJAD

Cominciamo con un test. Questa è una lista di dichiarazioni del presidente iraniano, Mahmud Ahmadinejad. 1. «In Iran non ci sono omosessuali. Non ci piacciono e nel nostro Paese questo fenomeno non esiste».
2. «Stiamo arricchendo l´uranio solo allo scopo di usarlo nei nostri ospedali per cure mediche». 3. «L´olocausto degli ebrei in Europa è un mito». 4. «Non stiamo costruendo un impianto per l´arricchimento dell´uranio nella città santa di Qom». La domanda è: quali di queste affermazioni sono spudorate menzogne? La risposta corretta è… tutte.
Così, con l´arrivo dell´autunno, si ripete ogni anno lo stesso rituale: i capi di governo del pianeta si recano a New York per pronunciare discorsi ispirati all´Assemblea generale delle Nazioni Unite e Mahmud Ahmadinejad approfitta dell´occasione per coprirsi di ridicolo a livello planetario.
L´unico aspetto positivo di questo rituale è che come preambolo alle sue bugie Ahmadinejad compie dei gesti per dimostrare la sua buona volontà. Quest´anno la fortuna ha baciato i due giovani escursionisti entrati inavvertitamente in territorio iraniano, catturati, accusati di spionaggio e condannati a otto anni di prigione: prima del suo pellegrinaggio annuale nella Grande Mela Ahmadinejad li ha graziati (dopo aver incassato 2 milioni di dollari, ma questa è un´altra storia). E anche questa volta (è la settima) il suo discorso non ci ha delusi. Ha detto che Osama bin Laden è stato ammazzato per nascondere quello che è successo veramente l´11 settembre, che gli Stati Uniti minacciano sanzioni e attacchi militari a chi si azzarda a mettere in discussione l´11 settembre e che l´Olocausto… eccetera eccetera.
È un peccato che il presidente dell´Iran non mostri altrettanto entusiasmo quando si tratta di discutere di certi altri temi.
Quali potrebbero essere questi "altri temi"? Il mio collega Karim Sadjadpur ha raccolto le domande che gli iraniani che lottano per la democrazia e i diritti umani nel loro Paese vogliono rivolgere al loro presidente, e le ha pubblicate sul Washington Post. Nel caso il presidente Ahmadinejad non legga quel quotidiano, e con la speranza che legga invece questo, trascrivo qui alcune di quelle domande (e anche altre).
I suoi avversari nelle elezioni del 2009, Mir Hossein Musavi, di 69 anni, e Mehdi Karrubi, di 73 anni, rimangono in stato in detenzione e senza possibilità di comunicare con l´esterno. Qual è la base giuridica di questi provvedimenti?
Somayeh Tohidlou, una donna di 32 anni, recentemente ha ricevuto 50 frustate in carcere per averla "insultata" durante la campagna elettorale del 2009. Lei crede che frustare persone imprigionate per le loro opinioni politiche sia un castigo adeguato?
A settembre lei ha detto che «la libertà è un diritto divino». Questo diritto è applicabile anche ai baha´i iraniani, che vengono perseguitati per il fatto di praticare la loro religione, sono discriminati sul mercato del lavoro e incarcerati perché cercano di educare i loro giovani (che non hanno accesso alle università)?
In un´inchiesta della Bbc su 27 Paesi, fra cui la Cina, la Nigeria o le Filippine, l´Iran è il Paese su cui le opinioni sono più negative, perfino peggio della Corea del Nord. Perché?
Transparency International, Freedom House e la Banca mondiale affermano che in Iran gli indici di corruzione, malessere economico e repressione durante il suo mandato superano quelli dell´Egitto di Hosni Mubarak e della Tunisia di Zin al-Abidin Ben Ali. Non teme di finire allo stesso modo?
Le proteste contro il suo governo nel 2009 furono molto più grandi delle proteste in Medio Oriente quest´anno, eppure lei ha definito i manifestanti iraniani come «polvere e spazzatura». Perché?
Durante la sua presidenza l´Iran ha raggiunto il record del maggior tasso di esecuzioni capitali al mondo in rapporto alla popolazione, incluse le recenti esecuzioni pubbliche e le esecuzioni di omosessuali. È orgoglioso di questo successo?
Ali Vakili Rad, condannato in Francia nel 1991 per il brutale omicidio a pugnalate dell´ottantenne Shapur Bakhtia, un leader dell´opposizione democratica, ha ricevuto un trionfale benvenuto al suo ritorno a Teheran. Perché il suo governo glorifica assassini del genere?
Un rapporto dell´unità di guerra cibernetica della Guardia rivoluzionaria iraniana ha rivelato che gli internauti di Teheran sono al primo posto su 182 Paesi per visite a «siti Internet non etici» durante la festa sciita dell´Ashura. Secondo lei questo cosa significa?
Per concludere, una domanda mia al signor presidente: «Il giorno prima del suo discorso di denuncia all´Onu contro i Paesi occidentali, nel suo Paese un ragazzo di 17 anni è stato impiccato pubblicamente. Che discorso potrebbe farci a tale proposito?».
Traduzione di Fabio Galimberti