Maximilian Cellino, Il Sole 24 Ore 27/9/2011, 27 settembre 2011
LE PAROLE PER CAPIRE LE MOSSE DELLE VALUTE
La crescente tensione sui mercati valutari si traduce nelle ultime settimane in un deprezzamento dell’euro: i timori sullo sviluppo della crisi greca e sui debiti sovrani dei Paesi periferici stanno erodendo la moneta unica europea, che sta toccando rapidamente nuovi minimi sia nei confronti del dollaro che nei confronti dello yen e delle altre valute che stanno emergendo come «rifugio».
In questa pagina vi proponiamo un breve elenco di termini utili a capire come si muove il mercato valutario in queste giornate turbolente: dal carry trade al cross valutario passando per parole meno note come currency pegging o Dollar Index.
DIZIONARIO A CURA DI Maximilian Cellino C
CAMBIO EFFETTIVO
LIVELLO DI ATTENZIONE
- MEDIO
Il cambio effettivo di una valuta è un indice che esprime il valore di una moneta in rapporto alle valute dei principali partner, ciascuno preso in considerazione («pesato») in relazione all’interscambio commerciale. Il tasso di cambio effettivo rappresenta quindi un indice di competitività di prezzo di un’area economica (area domestica) rispetto ad un certo gruppo di aree economiche concorrenti. La Bce calcola ogni giorno il cambio effettivo dell’euro verso 20 valute (il dollaro pesa per il 19,2%, la sterlina per il 17,8% lo yuan per il 14,1%).
CARRY TRADE
LIVELLO DI ATTENZIONE
- ALTO
È una strategia utilizzata dagli operatori per aumentare il rendimento di un’operazione finanziaria mettendo in correlazione il livello dei tassi di interesse e l’andamento delle valute. In pratica ci si approvvigiona di fondi in un Paese in cui il costo del denaro è basso e si impiegano poi queste disponibilità in un Paese con alti tassi di interesse. Per esempio, si possono prendere a prestito degli yen, pagando tassi vicini allo zero, convertirli in dollari australiani che rendono il 4,75%, e lucrare così la differenza di rendimento. Naturalmente, nella convenienza complessiva dell’operazione occorre considerare anche l’andamento del cambio (rischio valutario).
CROSS VALUTARIO
LIVELLO DI ATTENZIONE
- MEDIO
Un cross valutario è un confronto diretto tra il valore di due diverse divise diverse dal dollaro.
Rappresenta quindi il tasso di cambio tra due monete: ad esempio, tra l’euro e il franco svizzero, tra l’euro e lo yen o tra l’euro e la sterlina, o una qualsiasi combinazione tra queste e altre valute ancora. Il dollaro viene usato solo nei passaggi intermedi per calcolare il tasso di cambio del cross valutario (nei mercati valutari come il Forex questo calcolo è automatizzato e implicito).
D
DOLLAR INDEX
LIVELLO DI ATTENZIONE
- ALTO
È un indice che misura il valore del dollaro rispetto alle valute di alcuni dei suoi principali partner commerciali. Attualmente, il Dollar Index è calcolato su un paniere di sei monete: l’euro (che pesa per il 57,6%), lo yen, il dollaro canadese, la sterlina britannica, la corona svedese e il franco svizzero. La rilevazione dell’indice è cominciata nel 1973 con un valore base di 100. Ieri il Dollar Index ha toccato quota 78,86, raggiungendo il massimo dallo scorso febbraio.
P
PEGGING (CURRENCY)
LIVELLO DI ATTENZIONE
- ALTO
Per «currency pegging» si intende l’atto con il quale una Banca Centrale o un emittente di moneta stabilisce il tasso di cambio di una valuta contro un’altra. Ad esempio,di recente la Banca Centrale Svizzera ha fissato il cambio minimo euro/franco a 1,2 franchi contro 1 euro. Le politiche di pegging possono avere vari scopi, primo fra tutti la stabilizzazione del valore di una valuta per garantire la crescita economica di un Paese. Nel caso della Svizzera, l’eccessivo apprezzamento del franco rispetto all’euro rischiava di danneggiare le esportazioni nazionali. Ma il currency pegging può anche servire a semplificare i flussi finanziari e commerciali tra un Paese e un altro.
R
RISERVE VALUTARIE
LIVELLO DI ATTENZIONE
- ALTO
Le singole Banche Centrali conservano depositi di valute, oro, titoli di Stato stranieri, diritti di prelievo presso il Fondo monetario internazionale. Queste riserve servono a difendere la stabilità finanziaria dei Paesi di riferimento delle Banche Centrali: consentono in altre parole di garantire in parte la capacità di uno Stato o di una federazione di Stati di pagare i propri debiti; di saldare l’eventuale deficit della bilancia commerciale; di regolare le transazioni internazionali (seppure sia un utilizzo relativamente raro delle riserve valutarie); di attuare politiche monetarie macro-economiche; di influire sulla liquidità interna e di difendere le valute locali contro la svalutazione.