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 2011  settembre 27 Martedì calendario

IL PARLAMENTO BUTTA CINQUE MILIONI PER CENSIRE ALBERI


La cifra può sembrare perfino limitata: 5 milioni di euro nel prossimo triennio. Due milioni nel 2012, altri 2 nel 2013 e uno solo nel 2014. Sono gli stessi anni della manovra lacrime e sangue per raggiungere il pareggio di bilancio e fermare il ringhio della speculazione sui mercati. Quasi in contemporanea prima il Senato e poi la Camera hanno invece approvato (manca ancora la terza lettura, che avverrà a giorni) quello stanziamento di 5 milioni di euro. Serviranno a uno scopo rilevantissimo: il censimento degli alberi monumentali in Italia. Mentre l’Istat elaborerà il censimento dei cristiani, governo ed enti locali si butteranno anima e corpo in quello degli alberi monumentali. Lo stabilisce l’articolo 7 del ddl “Norme per lo sviluppo degli spazi verdi urbani” che detta anche le procedure.Un testo che si farebbe davvero fatica a credere se non fosse stampato nero su bianco. Eccolo: «entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, con decreto del ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, di concerto con il ministro per i beni e le attività culturali ed il ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, sentita la Conferenza unificata di cui all’articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n.281, e successive modificazioni, sono stabiliti i principi e i criteri direttivi per il censimento degli alberi monumentali e per la redazione e il periodico aggiornamento degli elenchi (…) ed è istituito l’elenco degli alberi monumentali di Italia alla cui gestione provvede il Corpo forestale dello Stato. Le Regioni individuano gli enti competenti al censimento degli alberi monumentali e alla redazione e all’aggiornamento degli elenchi (…) Dell’avvenuto inserimento di un albero nell’elenco è data pubblicità mediante l’albo pretorio, con la specificazione della località nella quale esso sorge, affinché chiunque vi abbia interesse possa ricorrere verso l’inserimento. L’elenco degli alberi monumentali d’Italia è aggiornato periodicamente ed è messo a disposizione, tramite Internet, delle amministrazioni pubbliche e della collettività… ». Altri due commi allungano l’iter burocratico e stabiliscono multe da 5 mila a 100 mila euro per chiunque danneggi o abbatta gli alberi compresi in quegli elenchi. Il testo completo dell’articolo – che come tutto il ddl è stato approvato nei due rami del Parlamento con larghissima e bipartisan maggioranza – potrebbe essere inviato in ogni scuola e diventare materia di studio perché rappresenta il fallimento più completo della Seconda Repubblica. Con un solo articolo si riescono a seppellire decine di leggi di semplificazione burocratica varate da governi di centro destra e centro sinistra, ogni proposito di snellimento dei procedimenti della giustizia civile e amministrativa, ogni anelito di risparmio della spesa pubblica. Perché è evidente a tutti quanto fosse pressante in questo momento storico censire gli alberi monumentali. Davanti a questa limpida esigenza, è naturale coinvolgere almeno tre ministeri, il corpo forestale dello Stato e una conferenza unificata fra le tante che occupano il tempo (altrimenti vuoto) degli amministratori locali. Geniale naturalmente l’idea dei ricorsi contro l’inserimento di questo o quell’albero nell’elenco dei monumentali: si sentiva proprio il bisogno impellente di ingolfare la macchina della giustizia con provvedimenti così vitali. Ed è pleonastico aggiungere che questo frangente di politica economica imponeva la spesa di 5 milioni di euro nel triennio per altro presi dall’inutilissimo “fondo per gli interventi strutturali di politica economica”.
Naturalmente il ddl non spende solo quei fondi per il censimento. Concede pure una defiscalizzazione grazie a una detrazione fino a un massimo di 10 mila euro per tutti i cittadini che avendo il pollice verde volessero lanciarsi in «coperture a verde, pareti rinverdite, giardini pensili e orti urbani». Beh… non proprio per tutti i cittadini: solo per i primi 2 mila che chiederanno la detrazione. Perché il fondo ha una copertura massima di 20 milioni di euro all’anno. Che saranno pagati da tutti gli ubriaconi: dal primo gennaio prossimo per finanziare i pollici verdi salirà del 5 per cento l’accisa sui superalcolici…

Franco Bechis