Giovanna Gabrielli, il Fatto Quotidiano 25/9/2011, 25 settembre 2011
IL FATTO DI IERI - 25 SETTEMBRE 1973
In un clima di maxi-crociata alla cozza assassina e di caccia a “o’ vibrione”, il colera sbarcò a Napoli. Era l’estate torrida del ’73, con la città stretta nella morsa dell’afa e dell’austerity che aveva addirittura portato a una serrata dei panificatori. Dopo una prima morte sospetta a Torre del Greco, la parola tabù, colera, circola come un incubo maledetto, ed è subito panico. Rapidamente i numeri dell’epidemia si moltiplicano. Mille ricoverati al Cotugno, 16 vittime, 200 contagiati. Anche se l’OMS parla di uno strano batterio venuto dall’Africa, saranno i venditori di mitili gli untori sott’accusa. Napoli si ferma. E mentre chiudono i ristoranti, i cinema, i teatri e le scuole rinviano l’apertura, riappare lo scandalo del ventre fatiscente della città. Dopo lo choc iniziale, Napoli, tesa e smarrita, reagisce con uno scatto di solidarietà. Cittadini e medici volontari si mobilitano, si versa creolina sui rifiuti ammucchiati per le strade, si adempie all’ordinanza della vaccinazione di massa. La grande paura lentamente rientra. Ma la lunga notte del colera lascerà anche macerie politiche. Il 25 settembre ’73, il sindaco De Michele si dimetterà. E sarà la fine della lunga stagione democristiana.