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 2011  settembre 25 Domenica calendario

FELTRI DIFENDE TREMONTI “NON SE NE DEVE ANDARE”

La sorpresa è che Vittorio Feltri, l’uomo che ha risolto i “problemi” Boffo e Fini, si tira fuori dalla pattuglia dei falchi berlusconiani all’attacco di Giulio Tremonti. Il suo Giornale, dove stavolta è tornato da editorialista, da due giorni ha messo nel tritacarne il ministro dell’Economia, “coniglio” in fuga sul voto per Milanese. Ultimo titolo, di ieri: “Si può governare bene anche senza Tremonti”, a firma del vicedirettore Salvatore Tramontano. Ma lui, Feltri, non si scompone: “Io rispondo solo dei miei articoli, rispetto l’autonomia del direttore Sallusti e non faccio mai forzature. La questione Tre-monti non mi turba più di tanto”.
Allora non si deve dimettere?
Guarda che sono stato il primo a scrivere che il ministro dell’Economia è di estrazione socialista. La sua ideologia contrasta con lo spirito liberale ed impedisce quelle riforme di cui avremmo bisogno.
Detto questo.
Secondo me non se ne deve andare. Qui il problema non è cacciare Tremonti, come chiedono nel Pdl, oppure Berlusconi, come vuole la sinistra. Il problema è il debito pubblico.
Quindi?
Azionare la leva fiscale per l’emergenza non basta più. Bisogna rimettersi in pista tagliando la spesa corrente, in particolare quella sanitaria. E poi questa benedetta riforma delle pensioni, che Tre-monti e la Lega non vogliono fare.
Feltri economista.
Ma scusa, perché la Germania dovrebbe darci una mano se da loro si va in pensione a 65 o 67 anni mentre da noi si mantiene il privilegio di andarci prima dei 60? Fanno bene a incazzarsi. In tutta Europa l’età pensionabile è stata revisionata, tranne in Italia.
E se Tremonti non se ne
rende conto?
Aspettiamo. La situazione sta precipitando e bisogna fare presto. Ma se davvero si porrà il tema delle dimissioni di Tremonti, sarà un problema per il Paese non per il governo. Io alternative in giro non ne vedo.
In che senso?
Prendiamo la questione del governo tecnico. Se ne parla da mesi però nessuno mi dice come sarà fatto, che cosa vuole fare, quale sarà il programma . Io non ho nulla contro ma è solo uno slogan vuoto, di propaganda.
Caso Milanese: Tremonti non ha partecipato al voto. La scintilla che ha scatenato di nuovo il fuoco amico contro il ministro.
La verità è che era imbarazzato. Lui e Milanese hanno avuto un rapporto intenso e continuativo, non era facile decidere. Umanamente, posso capire Tremonti. Se fosse stato presente sarebbe stato comunque criticato.
Perché?
Se avesse votato per l’arresto, l’avrebbero chiamato traditore. Se avesse scelto di salvarlo avrebbero detto che voleva proteggerlo. Così lui ha preferito non esporsi.
Feltri direttore spesso fiuta notizie e campagne prima degli altri. Senti qualcosa nell’aria su Tremonti.
Non capisco.
Mi riferisco a un nuovo trattamento Boffo, con incursioni nella vita privata di Tremonti per farlo dimettere. Le famose “dicerie” su lui e Milanese.
Ancora con questa storia di Boffo (direttore di Avvenire che si dimise dopo la campagna del Giornale di Feltri, ndr). C’è stata un’interpretazione mediatica che mi ha fatto passare per pettegolo. Ma ti ricordo che Marco Travaglio ha scritto un articolo in cui conferma che la condanna per Boffo esiste veramente e il contenuto degli atti del processo è sempre rimasto segreto.
Punto.
Dopodiché non mi interessano eventuali preferenze sessuali. Chissenefrega se sei omosessuale o etero. L’ho scritto: basta con la dittatura del sesso e del gossip.
Riassumendo. Chissenefrega se Tremonti è gay: non sarà questa l’arma letale per abbatterlo con apposita campagna?
Che incidenza può avere? A me non importa nulla.
Ma tu parli per te stesso? Naturalmente, io rispondo solo dei miei articoli. Berlusconi durerà?
Rilevo che da 17 anni Silvio Berlusconi viene dato spesso per finito, spacciato, morto. Prima o poi qualcuno c’azzeccherà. Ma lui la maggioranza ce l’ha e in giro non vedo alternative risolutive.