Alessandro Longo, Nòva24 25/9/2011, 25 settembre 2011
I NUOVI CLIENTI SI ATTIRANO CON WALLET
Negozianti e consumatori si apprestano a conoscere i vantaggi dei pagamenti via cellulare, ora che Google ha aperto la strada. Questa settimana ha lanciato infatti Wallet: il maggiore esempio di mobile payment contactless in Occidente, tramite tecnologia Nfc (Near field communications). Per ora solo negli Usa, ma si prevede un lancio in almeno una città europea entro il prossimo giugno.
Il sistema non richiede investimenti da parte del negoziante. «Deve solo dotarsi di un normale lettore contactless. In Italia ne vediamo il decollo, finalmente», dice Andrea Rangone, responsabile degli osservatori Ict per il Politecnico di Milano. A febbraio ce n’erano solo 3mila, entro il 2011 saranno «decine di migliaia», secondo stime del Politecnico. Lo sforzo maggiore deve farlo l’utente: dotarsi di un cellulare con chip Nfc. Il servizio Wallet per ora funziona solo con il Nexus S, marchiato dalla stessa Google. L’utente installa l’app di Wallet, carica i dati della propria carta di credito Mastercard o Google Prepaid Card e poi può pagare nei 300mila negozi, nel mondo, dotati di pos Mastercard Paypass.
Google ha annunciato che farà accordi analoghi anche con Visa e American Express. Per l’utente il vantaggio è ovvio: trasforma il cellulare in portafogli. Ma per il negoziante? Quest’ultimo non ha costi e non deve nemmeno dare una percentuale a Google, sulle vendite (paga le normali commissioni delle carte di credito). «Per alcuni tipi di esercenti, come i fast food, può essere utile anche il semplice permettere acquisti contactless. Così accelerano i pagamenti, riducono le file e quindi aumentano i ricavi», spiega Rangone. «I veri vantaggi, e validi per tutti, sono però altri: poter associare il cellulare a coupon e a carte fedeltà». Questo è il secondo aspetto del servizio Wallet. Funziona solo su una manciata di negozi che hanno fatto specifici accordi con Google. Possono così inviare ai cellulari degli utenti, che si trovano nelle vicinanze, offerte via Google Offers. Possono anche caricare sul cellulare lo scontrino della transazione, buoni omaggio e i dati della carta di fedeltà. «Qui c’è il vantaggio per Google», nota Rangone. «Può sapere molte cose sull’utente: le sue abitudini di acquisto, oltre a quelle di navigazione online. Può quindi fornirgli pubblicità super personalizzata». Concorda Charles Golvin di Forrester Research: «A Google non interessano i pagamenti mobili, ma i dati degli utenti». Alessandro Longo • IN ITALIA SI PAGA SOLO A DISTANZA - In Italia la tecnologia Nfc (Near field communications) – la stessa di Google Wallet – è presente solo in via sperimentale, con un servizio Atm-Telecom Italia nella metro di Milano: permette di immagazzinare sul cellulare i dati del proprio abbonamento per accedere ai varchi. Non è quindi un servizio di pagamento vero e proprio. Il lancio commerciale è previsto a Natale.
Pagare con il cellulare è possibile, anche in Italia, ma a distanza: tramite internet o sms. Questi servizi hanno fatturato solo 200mila euro nel 2010, secondo il Politecnico di Milano. Ce ne sono di due tipi. Quelli tradizionali consentono di pagare solo tramite carta di credito, che l’utente associa al proprio numero di cellulare registrandosi al servizio. Il principale esempio è Bemoov, un consorzio che somma i servizi di pagamenti mobili di 750 esercenti (parcheggi, skipass, prodotti su portali di mobile commerce, assicurazioni e altro). Con una singola registrazione a Bemoov, si possono comprare numerosi servizi.
La novità è però pagare tramite il credito telefonico, tramite la piattaforma M-Pay lanciata da Tim, Vodafone, Wind, 3 Italia, Poste Mobile e Fastweb. Sono così acquistabili i servizi delle aziende che hanno aderito a M-Pay: contenuti editoriali digitali, ebook, accesso a siti internet a pagamento, applicazioni. Da cellulare, con M-Pay basta un clic per pagare, con addebito sul proprio conto telefonico: senza bisogno né di password né di registrazioni. Al. lo.