Luca De Biase, Nòva24 25/9/2011, 25 settembre 2011
LARGO ALL’UTENTE PRODUTTORE
Ideo, la mitica società di ricerca e consulenza di design per l’innovazione delle aziende, lo aveva scoperto da diverso tempo, attraverso un processo sanamente empirico. Con la collaborazione di molte persone in rete, una squadra di ricercatori di Ideo era riuscita a raccogliere una grande quantità di fotografie di oggetti trovati in condizioni particolari: i loro possessori li utilizzavano per svolgere funzioni non previste dai loro produttori. Gli esempi erano innumerevoli, di solito semplici, qualche volta addirittura ironici. Dai libri usati come fermaporte alle piante grasse in vaso usate per appendere bigliettini promemoria. L’elaborazione della ricerca era arrivata a una conclusione sorprendente: i prodotti più amati dalle persone sono quelli che si ispirano alle forme di utilizzazione più personali e creative.
Gli strumenti disegnati per rispondere all’esigenza del fai-da-te sono esplicitamente orientati a servire a questo scopo. Ovviamente. E sono visti in modo tanto più empatico dalle persone quanto più sono facili da usare e aperti nelle possibili funzioni, magari attraverso una divertente collaborazione in rete. Non per nulla Arduino, il chip programmabile con software open source condiviso in rete dagli stessi consumatori, progettato da Massimo Banzi, è il campione della categoria.
Ma questo approccio si va generalizzando ad altri prodotti, meno strutturalmente destinati a questo trattamento. Si scopre che i prodotti in grado di diventare "piattaforma" di "applicazioni" personalmente inventate dai consumatori, si aprono una breccia di mercato dalla quale difficilmente recedono. In generale, infatti, il valore non è un carattere del prodotto, ma dell’interazione tra il produttore e il fruitore. Comprendere questo sposta la comunicazione e il marketing. Non è più l’operazione di convincere, anche manipolatoriamente, i consumatori di avvertire il bisogno di un certo oggetto di consumo. Il marketing diventa la ricerca di una sorta di complicità tra il produttore e il fruitore. Meglio pensare al consumatore come "amico" che come "target".