MARCO BELPOLITI, La Stampa 26/9/2011, 26 settembre 2011
Su strada meglio le vie di mezzo - Domanda. Siete in autostrada, a tre corsie. Viaggiate intorno ai 110 km l’ora
Su strada meglio le vie di mezzo - Domanda. Siete in autostrada, a tre corsie. Viaggiate intorno ai 110 km l’ora. La prima corsia, a destra, è vuota. La seconda, in mezzo, è occupata da un’automobile che viaggia più lenta di voi. Sulla prima corsia invece schizzano veloci delle automobili che viaggiano a 130 km, e forse più. Che fate? Accelerate e v’immettete sulla prima corsia in mezzo alle auto che viaggiano veloci? Oppure sorpassate a destra l’auto lungo la prima corsia? Non è facile rispondere alla domanda. Ci sono almeno due opinioni nel merito. Chi sostiene, anche tra il personale della polizia stradale, che, se la corsia di destra appare libera, mentre quella di centro è occupata, sia lecito passare a destra, procedendo alla velocità di crociera. Chi sbaglia è l’auto che ingombra la corsia di centro, poiché quella alla sua destra è libera. Altra risposta, data da giornali del settore: se ci si sposta a destra, e si sorpassa, si commette un’infrazione al codice della strada. Conseguenza: multa, e 5 punti in meno nella patente. Un’annosa discussione che continua con le nuove norme emanate, e differenti pareri nei siti. Ma, infrazione a parte, come mai gli italiani viaggiano quasi tutti sulla seconda corsia, mentre in altri Paesi, la Germania, ad esempio, se la prima corsia è libera, tutti transitano lì? La risposta non è facile. C’è un primo motivo che riguarda la prossemica: avere due corsie libere sui lati dà maggior sicurezza; è più rassicurante. Seconda ipotesi: sulla prima corsia procedono le lumache (camion, camioncini, camper, auto vecchie). E poiché l’italiano è un guidatore scattante e rapido, un ferrarista in potenza, viaggiare sulla prima appare da anziani, da principiante e, nell’immagine del maschio-guidatore, da donne (anche se oggi la differenza tra uomo e donna al volante non è più così forte come nei primi tempi della motorizzazione di massa). Chi procede sulla prima corsia ha un marchio quasi d’infamia: non è un vero driver. Terza spiegazione di tipo antropologico: l’italiano preferisce stare al centro. In medias res. Ama le vie di mezzo, quelle che si trovano equidistanti dalla destra e dalla sinistra. Non tanto, e non solo, in senso politico, ma per vocazione, che Guicciardini aveva ben identificato nella mentalità pervicace degli abitanti della penisola. Avanti, dunque, al Centro, senza rischi.