Paola Ficco, Il Sole 24 Ore 26/9/2011, 26 settembre 2011
L’ABC DELLA RACCOLTA DIFFERENZIATA
Di rifiuti non si sa mai abbastanza, in particolare come disfarsene. Chi non si è imbattuto in un imballaggio complicato senza sapere cosa farne al momento di buttarlo: con la carta o con la plastica? O è stato tentato di gettare una lampadina vecchia nella campana del vetro? O si è domandato che fine faranno i sacchi diversamente colorati così scrupolosamente suddivisi nel cortile condominiale: lo sforzo servirà davvero a dar vita a nuovi oggetti o per lo meno a produrre energia?
Con la definitiva ripresa delle attività, con i frigo e le dispense da riempire regolarmente, si intensificheranno senz’altro le occasioni di scartare pacchi e confezioni, così come i dubbi. Senza contare le sanzioni in agguato: dal dicembre scorso il privato che abbandoni rifiuti per strada, in mare o nei fiumi rischia una sanzione da 300 a 3mila euro (Dlgs 205/2010 di recepimento dell’ultima direttiva europea sui rifiuti). Ma anche separare male in condominio può costare caro: i regolamenti comunali prevedono multe da 100 a oltre un migliaio di euro da suddividersi tra i proprietari in base ai millesimi.
L’evento
Ecco quindi che arrivano a proposito la giornata (domenica prossima) e il mese (ottobre) dedicati a riciclo e raccolta differenziata. Due operazioni strettamente connesse in quanto alla base di un buon riciclo c’è sempre una buona raccolta. La qualità rappresenta del resto l’aggettivo e l’obiettivo che deve ormai caratterizzare la raccolta differenziata. La correttezza della raccolta e del riciclo, infatti, contribuisce a creare il cosiddetto "triangolo della sostenibilità", realizzandone aspetti ambientali, economici e sociali, perché riciclare vuol dire trasformare i rifiuti in risorse. E se la raccolta è di qualità, raggiungere questo obiettivo è più facile. La qualità del riciclo, del resto, è richiesta anche dalla direttiva 2008/98/Ce sui rifiuti (recepita con il Dlgs 152/2006, il Codice ambientale, che la fa sua all’articolo 181) tesa a realizzare la "società europea del riciclaggio".
Per questo, domenica 2 ottobre si svolgerà la seconda edizione della «Giornata nazionale del riciclo e della raccolta differenziata di qualità: la "raccolta 10+"». L’evento è promosso dal ministero dell’Ambiente e dal Conai (Consorzio nazionale imballaggi) al fine di spiegare ai cittadini come si fa la raccolta differenziata di qualità, anche attraverso il Decalogo della raccolta differenziata che, con dieci semplici regole, si propone di aiutare i cittadini a separare meglio. In questo modo l’industria potrà riciclare più facilmente gli imballaggi in acciaio, alluminio, carta, legno, plastica, vetro e l’ambiente subirà meno il peso dei nostri rifiuti.
Quest’anno l’iniziativa ha un respiro più ampio rispetto al 2010 e può contare anche sul supporto dell’Anci (Associazione nazionale Comuni italiani). Così da martedì 4 ottobre e per tutto il mese la manifestazione toccherà 20 capoluoghi di regione, 90 di provincia e tutti i comuni che hanno aderito all’iniziativa. Gazebi e van con il logo "Raccolta 10+" faranno delle piazze italiane lo snodo centrale della manifestazione e saranno i luoghi dove i cittadini potranno ricevere il Decalogo per la raccolta di qualità, mentre per le strade gireranno apposite biciclette.
Contributo all’ente locale
Se differenziare "a regola d’arte" fa bene all’ambiente, a trarne beneficio possono essere anche le tasche dei cittadini: infatti il Conai riconosce ai Comuni corrispettivi economici a copertura dei maggiori oneri derivanti dalla raccolta differenziata. Il contributo, secondo il sistema di premialità adottato, aumenta in misura proporzionale alla purezza dei rifiuti di imballaggio conferiti (omogeneità, presenza di materiali estranei non riciclabili): in base all’accordo di programma quadro Anci/Conai 2009-2013, un Comune di 100mila abitanti che raggiunge una raccolta differenziata complessiva intorno al 45%, può ottenere dal Conai corrispettivi economici importanti: da 232mila euro l’anno se il materiale conferito è classificato in terza fascia di qualità (materiali molto sporchi) ma circa un milione per materiale classificato in prima fascia (materiali puliti). Quindi, con tali ordini di grandezze, un Comune con un milione di abitanti, se conferisce materiali puliti, può portare a casa ogni anno fino a 9,5 milioni di euro. Risorse preziose – tanto più in questo momento di difficoltà per le finanze locali – che i Comuni possono destinare al progressivo miglioramento del servizio di gestione dei rifiuti da imballaggio.
Regole d’oro
L’impegno del singolo diventa dunque determinante per il benessere della collettività. Non sempre però è facile capire come fare la differenziata. Ecco quindi una bussola in questa pagina (con l’illustrazione a fianco costruita sulla base del Decalogo del Conai) nonché dagli articoli nell’altra pagina, dove vengono fornite le principali istruzioni per conferire in modo corretto i rifiuti provenienti dai sei principali materiali che compongono gli imballaggi (carta, plastica, vetro, acciaio, alluminio e legno). Con qualche indicazione anche sui risvolti energetici e sulle possibilità di recupero dei materiali.