Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2011  settembre 25 Domenica calendario

Maria Teresa Di Giamberardino, 55 anni. Casalinga, viveva a Manoppello Scalo (Pescara) col marito Fernando Di Nunzio, 59 anni e col figlio Valentino, 27, in cura dal 2006 per "sindrome psicotica”, inscritto a una compagnia teatrale, la passione di girare thriller per Youtube, assieme ad amici e parenti, in cui interpretava sempre il ruolo dell’assassino, declamando frasi scritte da lui stesso: «La pazzia è vera, vera come la morte», «Mi sentivo un dio castigatore, avevo il sangue alla bocca», «Dovevo soddisfare il mio istinto ad uccidere cercavo sangue, volevo ascoltare il suono della morte, il grido disperato di qualcuno che per tutti è soltanto un innocente», «Tutti sono buoni a fare nascere qualcuno, ma a uccidere no, è lì che ti senti vivo, quando diventi carnefice»

Maria Teresa Di Giamberardino, 55 anni. Casalinga, viveva a Manoppello Scalo (Pescara) col marito Fernando Di Nunzio, 59 anni e col figlio Valentino, 27, in cura dal 2006 per "sindrome psicotica”, inscritto a una compagnia teatrale, la passione di girare thriller per Youtube, assieme ad amici e parenti, in cui interpretava sempre il ruolo dell’assassino, declamando frasi scritte da lui stesso: «La pazzia è vera, vera come la morte», «Mi sentivo un dio castigatore, avevo il sangue alla bocca», «Dovevo soddisfare il mio istinto ad uccidere cercavo sangue, volevo ascoltare il suono della morte, il grido disperato di qualcuno che per tutti è soltanto un innocente», «Tutti sono buoni a fare nascere qualcuno, ma a uccidere no, è lì che ti senti vivo, quando diventi carnefice». Questo Valentino, domenica scorsa, pranzò coi genitori, poi andò dai cugini, a un certo punto disse «esco e torno subito», andò a casa sua, prese a rovistare in cucina, la madre Maria Teresa, che stava riposando, lo sentì e lo raggiunse ma appena la vide lui le saltò addosso riempiendola di calci e pugni e poi le infilò due coltelli in pancia, nella schiena e nella gola, con tanta forza da spezzare da una delle lame. Pomeriggio di domenica 25 settembre in un appartamento in via Campania al secondo piano del civico 4 a Manoppello Scalo (Pescara).