Aldo Grasso, Corriere della Sera 24/9/2011, 24 settembre 2011
FORMAT PROSOPOPEA FIRMATO LUCARELLI
Breve storia universale della mafia, dalle origini a Marcello Dell’Utri. In «Blu Notte» Carlo Lucarelli ha raccontato, secondo il suo punto di vista, in che modo la mafia ha influenzato la politica e la politica si è servita della mafia (Raitre, giovedì, ore 21,10). È’ partito dall’assassinio del marchese Notarbartolo (dettagli: nella ricostruzione filmata il marchese viaggia su una carrozza di terza classe, con i sedili di legno) alla «pulizia» del generale Cesare Mori, «il prefetto di ferro», dallo sbarco degli americani ai più recenti stretti rapporti tra l’onorata società e il potere politico. Si è soffermato molto su Salvo Lima, Giulio Andreotti, Marcello Dell’Utri.
Lucarelli, a proposito di punti di vista, ha creato un format particolare, lo potremmo chiamare il «format prosopopea» (la prosopopea - dal greco antico prósopon, faccia, persona, e poiéin, fare, agire - è un artificio retorico che consente di personificare il discorso, di dare un volto all’astratto o all’inanimato). In «Blu Notte» Lucarelli è molto presente sullo schermo (quasi più degli argomenti di cui parla) e la narrazione procede attraverso alcune clausole ben rodate: «Prima però dobbiamo fare un passo indietro…», «Ma questa è un’altra storia…», ecc.
Il fascino sta tutto nella narrazione (a volte molto meccanicistica, artificiale, enfatica) e, soprattutto, nella fiducia che il pubblico dimostra nei confronti della faccia (prósopon) di Lucarelli, di ciò che, letteralmente, sta dinanzi agli occhi dello spettatore. Il secondo passo è il ricatto del contenuto.
Lo schema di Lucarelli è molto elementare: da una parte il bene (rappresentato spesso da magistrati incompresi e da eroi dimenticati) dall’altra il male, dipinto sempre nelle forme più corrusche (piccolo dubbio: l’intervista a Massimo Ciancimino, figlio di Vito, va messa in conto al bene o al male?). Ma con il ricatto del contenuto si riesce a fare buona tv?