Giovanni Stringa, Corriere della Sera 24/9/2011, 24 settembre 2011
LA CADUTA (IMPROVVISA) DELL‘ARGENTO
Se l’altroieri è stato il giovedì nero delle Borse, ieri è arrivato il venerdì nero dei metalli. Soprattutto di quelli preziosi. In serata le quotazioni del platino segnavano un calo del 5,7% a 97,40 dollari, l’oro perdeva altri 100 dollari per strada (-5,7%) a 1.642 dollari l’oncia e i «future» sull’argento scendevano fino a 30,10 dollari. Un calo, quest’ultimo, del 17,7%: un crollo che non si vedeva da anni e anni. Il «podio dei gioielli» cade dopo aver toccato, in questo 2011 di tumulti finanziari, valori record o comunque picchi inviolati da diverso tempo. Ma la regola del bene rifugio (fuga dal rischio uguale «meno azioni, più oro e simili») sta perdendo qualche colpo. Anche perché le quotazioni del metallo giallo ieri sono scivolate tutto il giorno, quindi pure a metà seduta, quando nelle Borse dominavano le vendite azionarie prima del rimbalzo pomeridiano. E dal record del 6 settembre l’oro ha perso il 14% del proprio luccichio finanziario. L’argento - dal picco 2011 - il 40% circa.