Arianna Finos, la Repubblica 24/9/2011, 24 settembre 2011
MADONNA: «COME FARE LA CAPOFAMIGLIA»
«Fare la madre è l´impegno più difficile. Altro che popstar e regista. Un film prima o poi finisce, la maternità, la famiglia, sono per sempre». Madonna, abito nero con pettorina bianca da suora chic, solleva il polso e mostra con orgoglio il braccialetto con quattro piccoli crocefissi, «uno per ciascuno dei miei figli». Cinquantatrè anni portati con sfacciata intelligenza, la signora Ciccone ha ormai circoscritto le uscite trasgressive alla promozione dei dischi. Per trent´anni ha fatto il pop, ma oggi è il modello - privilegiato, molto privilegiato - di una rivoluzione diversa, che riguarda tante altre donne. Madonna è la capofamiglia, che deve gestire i ruoli. Fare la madre e il padre, il manager e la governante. Gestire un´impresa da 650 milioni di euro e le necessità di figli e famiglia, tutto in una vita. Eccezionale, certo, eppure, alla fine, così quotidiana.
Da regista ha portato a Venezia W. E., ritratto di Wally Simpson, eroina controcorrente in un´epoca in cui le ragazze si identificano con il modello Kate: sposare un principe, sistemarsi. Dentro c´è un po´ della nostra storia. Che Madonna, mentre lo sguardo si accende, riassume così: «Nonostante le conquiste fatte, noi donne siamo ancora costrette a vivere sdoppiate. L´aspettativa sociale ci dice che è l´amore che rende tutto perfetto, ma dentro di te sai bene che nessuno ti salva. La felicità è nelle nostre mani. Se lo accetti, se lo capisci davvero, allora non hai più la necessità di un compagno. Ma oggi tutti rendono sempre più glamour le storie d´amore, per questo ci colpiscono principi e principesse come Kate e William. D´altra parte siamo tutte cresciute con queste favole. Appartengono al dna delle ragazze d´oggi. Vogliamo ancora un principe che ci salvi anche se sappiamo di potercela fare da sole».
Farcela da sole, sì. E restare sole, spesso. Perfino quando la tua vita è da star, sei Madonna e puoi permetterti tutto. Perché anche al vertice della piramide si avverte la fatica della nuova condizione: «Ho sempre voluto tutto, famiglia e amore. Ma questo, comunque, anche nelle comodità, se sei donna si paga con sacrifici, compromessi, nottate in bianco». Il lavoro, il successo, i soldi e comunque, sempre, la casa.
Così Madonna ha dovuto semplificare la sua esistenza, fare delle scelte. «Sono una madre single, ho un grande lavoro e ho rinunciato alla vita sociale». Può sembrare incredibile, ma è andata così. «Pensavo di saper organizzare bene le giornate, ma quando mi accorgo che avevo promesso di leggere insieme ai ragazzi, rinuncio a feste e amici». Certo può permettersi quello che vuole, ma alla fine se perfino una come lei deve fare i conti con quel che resta - la professione, i bambini - , significa che lo spazio è strettissimo. E il suo racconto non sembra self marketing.
Madonna ha avuto la capacità di reinventarsi molte volte e di vendersi sempre al meglio. Persino nel privato, dove ha deciso il quando e il come. Così Louise Ciccone ha pianificato, a 38 anni, la prima nascita (Lourdes) con l´aiuto del personal trainer Leon, gestito la seconda con il consorte nobile Ritchie, conquistato la terza grazie a un blitz in Malawi. Della sua Africa la material mum racconta: «La prima volta che ho visto David, si era fatto la cacca addosso. Sono tornata il giorno dopo con un vagone di pannolini». Infine si è aggiunta Mercy, che oggi ha 5 anni. «Ma ci sono altri bambini di cui mi prendo cura, in Malawi». Il documentario sull´esperienza africana, contestata da diverse associazioni di adozione, Madonna se lo è fatto girare dal giardiniere di casa, Nathan Rissman: «Ho scoperto il suo talento dai filmini che girava ai miei figli e poi mi inviava».
L´ex signora Penn e Ritchie oggi vive più serena al centro della sua tribù di figli e famiglie (assistenti, collaboratori, toy boy). Madonna ha al fianco la figlia Lourdes, erede designata. Anche come capofamiglia, come spiega giocandoci un po´: «Io non so cucinare nulla. In caso di necessità mi arrabatto. È Lourdes che si occupa della cena. Grazie a lei quando arrivo la sera trovo un piatto a tavola». A Lourdes, detta Lola, spetta anche il ruolo di vice-mamma. «Lei è quella che guida, è molto materna con David. C´è maggiore competizione con Rocco, ma poi li trovi a chiacchierare sul letto». La sua vita fuori la conoscono tutti, quella domestica assomiglia meno a un film. «Ho voluto essere madre perché l´avevo nel dna, come tante. E l´ho potuto fare. Poi se ripenso al passato, torno ai modelli che la società ci ha dato. Io e mia sorella sognavamo di sposare un cowboy poeta. Ma la vita non ti dà quello che cerchi. E se trovi il cowboy poeta spesso scopri che è un lunatico delirante».