Varie, 23 settembre 2011
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Hilu Alon
• Jaffa (Israele) 21 giugno 1972. Scrittore. Ebreo di origini siriane, in testa alle classifiche delle vendite con La maison Dajani, nel 2009 vinse il premio Sapir, tra i più importanti d’Israele, riconoscimento poi ritirato per via della parentela tra il suo editore e il presidente della giuria; secondo Hilu c’entrava invece il fatto che nel discorso d’accettazione avesse detto «Questo libro parla della nakba , una parola che sembra vietato pronunciare»: «Il premier Benyamin Netanyahu considera il termine “catastrofe”, usato dai palestinesi per definire la nascita dello Stato ebraico, propaganda contro Israele e il suo governo ha deciso di cancellarlo dai testi scolastici, dov’era stato inserito [...] da Yuli Tamir, ministro dell’Educazione laburista Il ministero degli Esteri ha comunicato a Hilu — in via non ufficiale — di non esser più disposto a pagare, come succede con gli altri scrittori, i suoi viaggi all’estero per rappresentare il Paese. Il quotidiano Maariv ha condotto una campagna contro il romanzo. “L’autocritica è ammes sa — dice l’editorialista Ben-Dror Yemini al Washington Post — ma esistono linee rosse da non superare. Quando gli ebrei o i sionisti vengono ritratti in quel modo, diventa delegittimazione e demonizzazione dell’intera idea di Stato ebraico”. Il quotidiano ha esortato la casa editrice a mandare al macero le prime cinquemila copie, quelle che in copertina riportano il marchio “Vincitore del premio Sapir 2009” [...]» (Davide Frattini, “Corriere della Sera” 30/7/2009) • Vedi anche Francesco Battistini, “Corriere della Sera” 8/9/2009.