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 2011  settembre 23 Venerdì calendario

L’India non decolla ancora per un calcolo politico errato - Il governo indiano ha perso slancio. La cattiva gestione degli scandali di corruzione arriva al culmine di quasi due anni d’inerzia politica

L’India non decolla ancora per un calcolo politico errato - Il governo indiano ha perso slancio. La cattiva gestione degli scandali di corruzione arriva al culmine di quasi due anni d’inerzia politica. Anna Hazare, l’attivista che il mese scorso aveva costretto il governo a un’umiliante retromarcia sulla legge contro la corruzione, ha colmato il vuoto che il Partito del Congresso - oggi al governo - ha creato ignorando i bisogni del suo principale gruppo di elettori. Per quanto strano possa sembrare, il governo ha attribuito erroneamente il suo successo elettorale nel 2009 a una serie di politiche populiste, tra cui rinunce a prestiti agricoli e programmi di garanzie per i dipendenti agricoli. Ma il Congresso in realtà ha perso seggi nella maggior parte degli Stati più poveri. Il successo è invece il risultato del voto del ceto medio nelle città più ricche. L’India è uno Stato povero per gli standard internazionali, ma ora soltanto il 25% delle famiglie guadagna meno di 1.300 dollari all’anno. Oltre la metà delle famiglie guadagna da 1.300 a 4.300 dollari, il che in India consente loro di far parte del ceto medio. Il governo ha bisogno di un programma per riconquistare questi elettori che hanno sopportato la corruzione e la mancanza di progressi nella riforma economica perché l’economia cresceva rapidamente. Ma ora la crescita sembra essersi interrotta. Il governo pare troppo debole per imporre grandi riforme, come la liberalizzazione dei servizi finanziari e della distribuzione. Se Singh vuole un’alternativa, potrebbe cominciare a ridimensionare la burocrazia. Tagliare i tentacoli dello Stato avrebbe il doppio vantaggio di migliorare il contesto economico e di limitare la possibilità della corruzione di basso livello. Per cominciare, Singh potrebbe puntare a diminuire il tempo che occorre per avviare un’impresa (attualmente 29 giorni). Potrebbe inoltre ridurre il numero dei ministeri sovrapposti a Delhi. Facendolo, il primo ministro parteggerebbe per l’indiano medio nella lotta quotidiana contro la burocrazia e la corruzione. Questo potrebbe anche rappresentare una piattaforma per la prossima serie di riforme.