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 2011  settembre 23 Venerdì calendario

MA IL VERO PERICOLO È IN ORBITA

Uars, satellite in disarmo grande come un camion e pesante 6450 kg, tra le 19 di oggi e le 5 di sabato mattina rientrerà nell’atmosfera. L’Italia del Nord è tra le regioni sorvolate. Il 90 per cento della massa del satellite si vaporizzerà nell’attrito con l’aria, il resto, 532 kg, arriverà a terra in 26 pezzi che si distribuiranno lungo una striscia lunga più di 1000 km. Il frammento più grosso peserà 158 chilogrammi e toccherà il suolo a 400 km l’ora. Altri rottami avranno velocità inferiori, fino a un minimo di 50 km/ora. Qual è il pericolo effettivo? Al Centro dinamica spaziale del Cnr di Pisa, Luciano Anselmo segue la rotta del satellite per fornire i dati alla Protezione civile. «Via via che l’orbita si abbassa – spiega – possiamo precisare le previsioni. Delle ultime due orbite che riguardano l’Italia, una difficilmente presenterà rischi. Un po’ di allarme può esserci per l’altra. Fino a poche ore prima rimarrà l’incertezza sul luogo di caduta. La probabilità che l’Italia sia interessata è meno dell’1%. Uars non ha a bordo materiale pericoloso: è un satellite per lo studio dell’alta atmosfera e dell’ozono lanciato nel 1991 e da sei anni ha finito il lavoro». Andrea Milani, Università di Pisa, è un altro esperto di meccanica celeste. «Si è fatta una gran confusione sul rischio effettivo.

La Nasa ha calcolato che c’è una probabilità su 3200 che una persona sia ferita o uccisa da un frammento del satellite. Ma attenzione: il dato non riguarda l’Italia, rappresenta il rischio ripartito sull’intera popolazione umana». In pratica è come se in un’urna ci fossero 3200 palline bianche e una nera. Viene estratta quella nera, il che richiede già una bella scarogna. Poi quella pallina ha una probabilità su 7 miliardi di farvi danno. «Il satellite – ricorda Milani – sarebbe rimasto in orbita fino al 2030; la Nasa ne ha abbassato apposta l’orbita di 200 km per non contribuire all’aumento della spazzatura spaziale. L’Agenzia internazionale dei detriti spaziali fa una esercitazione all’anno sul rientro di oggetti orbitanti: il rientro di Uars è in realtà l’esercitazione del 2011». In orbita sono 4000 i satelliti in disuso e 20 mila frammenti più grandi di 10 cm tenuti sotto controllo. Ma sono milioni i frammenti minori. Il pericolo non è al suolo, è in orbita, dove quei rottami possono mettere a rischio gli astronauti e danneggiare i satelliti.