Loretta Napoleoni, il venerdì di Repubblica 23/9/2011, 23 settembre 2011
LA REPUBBLICA POPOLARE VIRTUALE CHIAMATA CINA
In Cina lo shopping virtuale è pari al cinque per cento delle vendite al dettaglio totali. Con una popolazione di un miliardo e trecento milioni va da sé che questa nazione è potenzialmente la Mecca del commercio online. Una miriade di piccole e piccolissime imprese vendono in rete e come sempre i numeri sono da capogiro. Taobao, il portale più gettonato da produttori e consumatori online, offre la bellezza di 800 milioni di prodotti, dall’abbigliamento al cibo per cani. Ogni giorno cinquanta milioni di persone lo visitano: ben tre quarti dei consumatori on line.
Nel 2010 l’industria del commercio virtuale ha fatturato 80 miliardi di dollari (circa 58 miliardi di euro), il che significa che è cresciuta del 87 per cento dal 2009. I 420 milioni di utenti passano complessivamente più di un miliardo di ore al giorno online, nel 2010, 185 milioni hanno fatto almeno un acquisto.
La Cina, si sa, è la capitale dei falsi e per evitare truffe in rete sono nati milioni di forum dove i consumatori interagiscono tra di loro e dialogano con i venditori. Secondo gli analisti occidentali, i nostri produttori dovrebbero imitare questo modello, a quanto pare l’interazione diretta in rete rassicura i clienti e fa crescere il commercio.
La Cina è un po’ il banco di prova del commercio online e a quanto pare ai cinesi piace l’acquisto in rete, tanto che già si parla di Repubblica Popolare Virtuale.