varie, 21 settembre 2011
Antonio Aversano, 67 anni. Originario di Caserta ma residente a Sabaudia da anni, omosessuale, pensionato, noto a tutti perché frequentava d’abitudine la parrocchia e cantava nel coro, uomo colto e appassionato di arte e viaggi, attivo nel volontariato, l’altra notte fece entrare nella sua villetta un amante che dopo un amplesso chissà perché gli infilò un coltello quattordici volte nel torace, gli diede fuoco, e scappò via
Antonio Aversano, 67 anni. Originario di Caserta ma residente a Sabaudia da anni, omosessuale, pensionato, noto a tutti perché frequentava d’abitudine la parrocchia e cantava nel coro, uomo colto e appassionato di arte e viaggi, attivo nel volontariato, l’altra notte fece entrare nella sua villetta un amante che dopo un amplesso chissà perché gli infilò un coltello quattordici volte nel torace, gli diede fuoco, e scappò via. Il cadavere, nudo e semicarbonizzato, avvolto da un lenzuolo, trovato da carabinieri e vigili del fuoco in camera, ai piedi di un letto tutto bruciato. Serata di mercoledì 21 settembre in una villetta quadrifamiliare a Sabaudia.