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 2011  settembre 20 Martedì calendario

Cerutti Teresa

• Casale Monferrato (Alessandria) 1920, Casale Monferrato (Alessandria) 28 ottobre 2009. Imprenditrice • «[...] La “Cerutti”, come è sempre stata chiamata la grande azienda con la quale lei si è identificata, rappresenta [...] una vicenda tipicamente italiana, di cui non si può non andare fieri. Nata quasi per caso, per una intuizione: il fondatore era un meccanico e riparava macchine utensili per la tessitura. Un giorno gli fu affidata per caso una macchina per la stampa: un cliente gliela diede e gli chiese di provare a riparare anche quella. Lui se ne invaghì, intuì le enormi possibilità che si aprivano in quel settore e cominciò a produrre, con genialità macchine per la stampa: così nasceva una nuova azienda, la Cerutti che nel campo delle rotative avrebbe conquistato il mondo. Gli inizi furono faticosi, come sempre in questi casi, e incredibilmente umili: viaggi per visitare i primi clienti, in treno di notte per risparmiare i soldi dell’albergo. Genialità, tenacia, coraggio e pazienza diedero vita ad un’azienda florida e ebbe grande successo anche fuori dai confini. Luigi, figlio del fondatore, quando prese l’azienda in mano ebbe a sua volta audaci intuizioni, trovò nuovi mercati anche nel campo dell’imballaggio: soleva dire che “il mondo di domani sarebbe stato un mondo imballato”. Nel 1973 ancora giovane, morì all’improvviso, per una malattia. Giancarlo, il figlio, stava ancora andando all’università. Che fare? La vedova, Maria Teresa, che non sapeva né di macchine per la stampa né di gestione aziendale, prese tutto in mano, con naturalezza e coraggio, come se fosse stata la cosa più naturale del mondo, e seppe non solo tenere l’azienda a galla, ma rafforzarla, e trovare nuovi mercati, fino a quando Giancarlo non ebbe l’età per prenderla in mano a sua volta. Evidentemente la signora era nata imprenditrice e possedeva qualità di cui non si era resa conto fino a quando non fu costretta a valersene. Oggi la Cerutti è una delle glorie dell’industria nazionale, unica produttrice al mondo di un certo tipo di rotativa, dopo avere battuto la concorrenza di altri paesi industrialmente più avanzati del nostro; ha stabilimenti negli Stati Uniti, in Cina, in India. Teresa Cerutti, Cavaliere del Lavoro, è sempre stata accanto al figlio, instancabile. Ogni anno andava a visitare i clienti negli Stati Uniti e in giro per il mondo, benvoluta, ammirata e apprezzata per il tatto, per l’umanità, mai astiosa o ingenerosa nel giudizio del prossimo. Aveva la stima e l’affetto della sua città e di tutti coloro che la conoscevano. A lei si deve la nascita della Facoltà di economia a Casale, oltre a numerose opere di beneficenza. [...]» (Piero Ottone, “la Repubblica” 30/10/2009) • «Quei giorni del 1973, quando morì il marito Luigi e lei di colpo si ritrovò presidente, li ricordava così: “Non avevo competenze tecniche o gestionali. Sentivo però il dovere di andare avanti”. Nessuna ostentazione: la semplice verità dei fatti. Si scoprì poi che imprenditrice c’era nata, Teresa “Tere” Cerutti Novarese. Ma non l’ave va mai fatto prima. Dell’azienda, dei mercati, del business aveva sempre solo sentito parlare in famiglia, a cena magari, dagli uomini di casa. Eppure s’era messa lì, a imparare il mestiere. E, sorpresa: fu con lei, soprattutto con lei, che le Officine Meccaniche Cerutti uscirono da Casale, dal vercellese, dall’Italia, scoprirono l’America e ne furono scoperte, e poi arrivarono a Tokyo, a Shanghai, a Hong Kong... [...] Ha viaggiato sempre, fin che ha potuto, ha fatto delle macchine per stampa Cerutti una delle nostre multinazionali tascabili. Conosceva, però, la forza delle radici. Casale Monferrato e Vercelli non erano solo “casa sua”. “Tere” Cerutti era una di quegli imprenditori che sanno quanto contino il territorio e una comunità in cui identificarsi. Il motto che sta sul sito del gruppo è normale nel Duemila. Lei lo slogan (in inglese) “pensa globale e agisci locale” lo praticava da decenni. E infatti cuore e cervello di quelle che nacquero come semplici Officine Meccaniche è e resterà lì. Monferrato. [...]» (Raffaella Polato, “Corriere della Sera” 29/10/2009) • «Quando nel 1973 entrò per la prima volta nell’ufficio che fino a pochissimo tempo prima era stato del marito prematuramente scomparso, a capo delle Officine Meccaniche Cerutti, la donna manager in Italia era ancora considerata un “animale strano”, guardata con un po’ di sospetto soprattutto in un settore, quello metalmeccanico, da sempre feudo di capitani d’industria “con i pantaloni”. E ci sarebbero voluti più di trent’anni prima che una donna, Emma Marcegaglia, diventasse presidente degli industriali. Eppure [...] era già un leader, anche se nessuno lo sapeva, lei meno di tutti. Del capo carismatico aveva la grinta e soprattutto il coraggio: “Due giorni dopo il funerale di Gigi, ai miei familiari annunciai ‘Venerdì vado in ufficio’. Dovevo farlo. Per i miei figli, per mio marito e per tutti coloro che lavoravano in Cerutti e per la Cerutti’. Di quell’azienda che fabbricava macchine da stampa sapeva poco o nulla: era stata fino ad allora la moglie felice di un imprenditore di successo, Luigi, già Cavaliere del Lavoro, che, insieme al fratello Carlo, aveva potenziato l’azienda fondata dal padre Giovanni. Tere Novarese Cerutti, seduta alla scrivania del marito, accanto alle foto che li ritraevano felici in montagna, adottò la sua prima scelta strategica: individuare i collaboratori più capaci e fidati. Fu il suo intuito a guidarla, lo stesso intuito che, insieme a una fede smisurata nell’innovazione tecnologica, le farà assumere, nel corso di trentasei anni da presidente, le decisioni più centrate, come quella di guardare con ferma convinzione al mercato americano che il marito Luigi aveva già cominciato a testare. Affinò il suo inglese, che aveva imparato negli anni di università alla facoltà di Lingue a Ca’ Foscari di Venezia, e stimolò i collaboratori in quella direzione. Negli Stati Uniti, ora sono attivi stabilimenti a Milwaukee e a Detroit (altri sono in Italia, in Spagna e in Giappone). E negli Usa, alla Western Michigan University, la signora Tere ricevette, nel 1994, la prima laurea honoris causa in Scienze. [...] L’America l’adorava, tanto che fu la prima imprenditrice a ricevere il prestigioso premio “Gravure person of the year” dalla Gravure Education Foundation, il maggiore organismo mondiale per lo sviluppo del settore rotocalco. Nei primi otto anni da imprenditrice, la “signora delle macchine da stampa” condivise la guida dell’azienda con il cognato Carlo, ma nell’81 ne rilevò le quote e nominò amministratore delegato il figlio Giancarlo, coinvolgendo anche il genero Antonio Maria Marocco, notaio torinese, che aveva sposato la figlia Mariella. Tere Novarese Cerutti mantenne sempre un determinante ruolo di orientamento e di stimolo, ma non si sottrasse agli impegni operativi: proprio poco dopo la morte del marito, si presentò a clienti bulgari che avevano prenotato una macchina rotativa prima che il prezzo del ferro salisse alle stelle. “A realizzarla ci avremmo rimesso - ricordava -. Così chiesi un adeguamento, nonostante il contratto fosse già stato firmato. Beh, mi dissero di sì”. [...]» (Silvana Mossano, “La Stampa” 29/10/2009).