Varie, 20 settembre 2011
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Booth Matthew
• Fish Hoek (Sudafrica) 14 marzo 1977. Calciatore. Unico bianco della nazionale sudafricana, durante la Confederations Cup del 2009 sembrò che i tifosi lo stessero contestando, mentre invece lo stavano incitando (Buuuuth, non Buuuuu) • «Anche in Italia qualcuno c’è cascato. La notizia che l’unico bianco nella squadra del Sudafrica era stato bersagliato di “buu” dai propri tifosi, quasi tutti neri, all’Ellis Park, durante la partita inaugurale con l’Iraq, era ghiottissima: un caso di razzismo alla rovescia nel Paese che è stato il simbolo dell’apartheid. Si è scatenato il dibattito indignato. Sui blog è affiorata la protesta di chi si chiede perché nel calcio ci si scandalizzi se insultano Balotelli e non si fa una piega se l’oggetto è un latteo e gigantesco difensore sposato con l’ex miss Sudafrica. Peccato che il bianco si chiami Matthew Booth (pronuncia Buuth) e che si sia scambiato per un coro di scherno l’urlo con cui i tifosi, che lo adorano per la grinta, sottolineano ogni suo tocco, gridando il nome: “Buuuuth”. Insomma un gesto di ammirazione è diventato un’accusa verso i neri, diventati razzisti adesso che hanno il potere in Sudafrica. [...]» (“La Stampa” 16/6/2009) • Vedi anche Stefano Piazza, “il manifesto” 16/6/2009; do. c., “Corriere della Sera” 27/6/2009.