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 2011  settembre 20 Martedì calendario

BO XILAI Pechino (Cina) luglio 1949. Politico. Segretario del Partito comunista di Chongqing • «[

BO XILAI Pechino (Cina) luglio 1949. Politico. Segretario del Partito comunista di Chongqing • «[...] Ha [...] uno stile che, ai livelli alti del potere, pochi possiedono o si possono permettere. Impone la sua agenda alla pubblica opinione, che tira dalla sua parte. È figlio d’arte, un “principe rosso”. Il padre Bo Yibo era entrato nel Comitato centrale nel ’45 e con la Repubblica Popolare diventò vicepremier sotto Zhou Enlai. Le gesta di Bo Xilai sembrano indicare una rincorsa al potere che si dà regole diverse dalla cauta navigazione praticata nei meandri del potere pechinese. Essere segretario del partito a Chongqing significa essere il numero uno della più sconosciuta fra le megalopoli del mondo, 28 milioni di abitanti per 82 mila chilometri quadrati. Durante la guerra fu capitale della Cina nazionalista, dal 1997 è una municipalità, città-provincia come Pechino, Shanghai e Tianjin. La più grande. E l’unica nell’entroterra. Ovvero il motore della marcia verso ovest che vuole portare lo sviluppo dalle coste all’interno. [...] Il populismo interventista e vistoso di Bo suscita perplessità e minaccia equilibri delicati. Bo era stato ministro del Commercio dal 2004 al 2007: gli esegeti si sono divisi tra chi riteneva il suo spostamento a Chongqing una bocciatura e chi la premessa per un ritorno in grande stile. Lui pare interpretarlo nel secondo modo. Ignorando chi stigmatizza l’attitudine festaiola del figlio studente a Oxford e creandosi intorno uno stile che sfuma in un abbozzo di culto della personalità. Alla bisogna funziona benissimo il sapiente ritorno alla “cultura rossa” di sapore maoista. Bo organizza cori specializzati in brani patriottici, canta lui stesso inni rivoluzionari, fa mandare sms con perle di saggezza marxista-leninista, raccomanda la lettura dei classici: [...]» (Marco Del Corona, “Corriere della Sera” 11/3/2010) • «Piace alla gente della strada perché ha spazzato via la malavita che soffocava l’esistenza quotidiana della città. Piace alla gente della strada perché, in una Cina sempre più genuflessa sull’altare del capitalismo globale, riesce ancora a parlare il linguaggio mistico del maoismo della prima ora. Piace alla gente della strada perché ha tutti gli ingredienti dell’uomo politico di razza: fascino, retorica, magnetismo, autorevolezza, carisma [...] un sorriso aperto e volitivo, inglese fluente (ma non lo usa nelle interviste), una vita spesa al servizio del partito [...] è balzato agli onori delle cronache per aver sgominato la potente mafia che da anni imperversava nella megalopoli del West cinese. La stampa cinese ha dato ampio risalto alla brillante operazione anticrimine, celebrandolo come un eroe nazionale. E un sondaggio online, condotto [...] dal Quotidiano del Popolo ha nominato il segretario del Pcc di Chongqing “Uomo dell’Anno”. Mostrando grande intuito politico, Bo ha trasformato subito questo successo in una rampa di lancio per la sua candidatura (ufficiosa, perché questi giochi si fanno nelle mura di casa) per la stanza dei bottoni del Pcc. Per l’ultimo rampollo di una delle famiglie più famose e potenti dell’epoca maoista si tratterebbe di un grande ritorno. Il padre di Bo Xilai, Yi Bo, fu un eroe della Lunga Marcia, al punto di essere consacrato tra gli Otto Immortali nella storia del Pcc. Durante la Rivoluzione culturale, però, anche lui cadde in disgrazia. Con un’accusa per i tempi durissima e infamante: collaborazionismo con il capitalismo straniero. L’intera famiglia Bo, compreso il giovane Xilai, fu spedita a lavorare nei campi. Sua madre morì per le percosse subite dalle Guardie Rosse. Nel 1978, quando Deng Xiaoping salì al potere, Yi Bo fu riabilitato e diventò vicepremier. Da quel momento, la vita di Bo Xilai è stata tutta in discesa. Come tutti i “principotti” discendenti in linea diretta della casta politica cinese, Bo prima ha studiato nelle migliori università (storia e giornalismo) e poi ha scalato rapidamente i gradini della nomenk-latura. La sua carriera, infatti, è una parabola tutta in ascesa: sindaco di Dalian, ministro del Commercio, segretario del Pcc di Chongqing [...]» (L. Vin., “Il Sole 24 Ore” 1/6/2010).