Andrea Scanzi, il Fatto Quotidiano 17/9/2011, 17 settembre 2011
NONCICLOPEDIA
La sua esistenza è una vergogna per me e un pericolo di credibilità per la mia Chiesa”, disse Dio su Carlo Giovanardi. È una delle tante Noncitazioni di Nonciclopedia. Molto più della caricatura di Wikipedia; palestra, piuttosto, di esempi continui e sublimi di satira. Senza autori conosciuti, perché l’anonimato è d’obbligo. Per scelta e per sfuggire alle querele. Fondata il 3 novembre 2005, “l’enciclopedia priva di qualsivoglia contenuto a cui chiunque può contribuire” contava ieri 12.441 articoli. Non-notizie (“Eccezionale ondata di fresco in tutta Italia, erano vent’anni che le temperature non erano così nella media”), non-notizie-flash (“Manovra finanziaria, Berlusconi dichiara: Ho salvato l’Italia. Solo non ricordo dove ho messo la memory card”), noncitazioni (“Ci conosciamo?”, disse L’Etica rispondendo a un saluto di Maurizio Belpietro), Annunci & Mercatino (“Affarone! Vendesi bellissima Fiat Duna praticamente nuova, ottima per preparare autobomba. Telefonare alla Casa Bianca prima di gennaio solo se veramente interessati!!”).
NONCICLOPEDIA è uno dei pochi, e veri, capolavori recenti. Tutto è curato al dettaglio, dalla grafica ai banner, dal motore di ricerca (con Papa Wojtyla che “fa” il binocolo) ai fotomontaggi (compreso quelli dedicati al Fatto, che diviene Il Ratto Quotidiano, fondato da Marco Travaglio e i suoi amichetti”). Non manca la Walk of Shame, best of (al contrario) autorizzato dal Sergente Hartman (Full Metal Jacket) e da Chuck Norris. Quest’ultimo è il nume tutelare degli autori, che definiscono l’attore (parola grossa) “tutto e niente. Lui sa tutto e ha sempre ragione, e anche quando sbaglia in realtà non sbaglia: è la verità che è errata”. Norris si è autonominato “imperatore supremo dell’Universo”, ha ucciso un numero sconfinato di avversari (aggiornati da un counter finto), usa Dio come maggiordomo ed “è il Fondatore e l’Amministratore Supremo di Nonciclopedia, creata per contrastare aspramente la crescita esponenziale della demoniaca Wikipedia”. Le voci, acme del portale, hanno struttura ferrea. Prima il nome del protagonista deriso, poi i banner finti ma legati all’attività dell’enciclopedizzato (“Attenzione! Questo articolo si riferisce a un terrificante lecchino. Scappa prima di ritrovarti pieno di bava”; così il banner di Alessandro Sallusti, su cui troneggia un irriverente water). Quindi le noncitazioni, i fotomontaggi, la biografia e – per ultime – curiosità e voci (s)correlate. Salvo rari casi, c’è più genialità in una riga di Nonciclopedia che in tutta la produzione di Checco Zalone (citare Leonardo Manera era troppo facile). Le idiosincrasie degli estensori sono evidenti, su tutte forse Giovanni Allevi. Il pianista marchigiano è letteralmente massacrato – non capita solo lì: hanno provveduto a ridimensionare il presunto genio già a Uto Ughi ed Edmondo Berselli, tra i tanti – fino a divenire uno dei tormentoni dell’opera multimediale. Qualche esempio: “Mi fa pensare a quella volta che suonai con quattro dita fratturate” (Liszt su Allevi); “Zitto, dattilografo!” (Chopin su Allevi); “Giovanni Allevi è un assiduo consumatore di pasta con il tonno, condimento che determina la sua espressione facciale. È l’esponente di molti generi musicali, tra i quali lo Speed Power Me-tal e il punk neoclassico. È composto per l’84% di materiale liquido e gomma da masticare e per il 16% di tappi di sughero masticati da tori”. Ovviamente Nonciclopedia trae ampi spunti dall’attualità. Ha gioco facile nel demolire lo pseudogiornalismo (“Filippo Facci è nato da un rapporto sessuale tra Vittorio Sgarbi ed Emilio Fede”), la pseudopolitica (“Calderoli ha commosso l’Italia intera, cantando l’inno nazionale ruttando”), il calcio fantozziano (“Nel ’95 Massimo Moratti acquista l’Inter, società che era stata anch’essa di proprietà del padre, con l’obiettivo di farne la Barzelletta d’Italia”) oppure i personaggi minori della tivù (“LA MESSA! LA MESSA!”:cosìTizianoCrudeliprimadi entrare in Chiesa). Le perle più autentiche sono però e forse altrove, ad esempio quando si rileggono i grandi della musica classica come Rachmaninoff, sbeffeggiato per il noto virtuosismo. “E non fare lo sborone” (Chopin su Rachmaninoff); “E questo come cacchio si suona?” (Rachmaninoff sulle proprie composizioni). Notevolissima poi la voce su Daniele Luttazzi, saggio di (assai perfida) satira.
GLI AUTORI di Nonciclopedia tradiscono moti di affetto solo quando eternano personaggi minori, divenuti celebri per caso, su tutti Mario Magnotta e Germano Mosconi. Il primo bestemmiatore compiaciuto, reso famoso dagli scherzi di alcuni studenti (era un bidello abruzzese) negli anni
Ottanta; il secondo cannibalizzato da Youtube per i fuori onda in cui – lui, giornalista veneto compitissimo – sacramenta come un indemoniato. Entrambi, su Nonciclopedia, diventano figure mitiche, teologi spiritualisti e guru sui generis: fondatori “dell’agnosticismo mosconiano”, autori della saga blasfema “Mosconi Wars”, protagonisti del videogioco “Secret of Mona”. Le battute si susseguono (la pagina su Mosconi è francamente irresistibile), ma tra le righe si avverte bonarietà. Che invece manca, come naturale che sia, alla voce di un Niccolò Ghedini qualsiasi, “l’avvocato del diavolo” che prese vita “dopo un rito satanico organizzato da Giulio Andreotti, Cesare Previti e dal cognato di Licio Gelli”. Le curiosità ghediniane riportano tratti salienti dell’aureo figuro: “Il suo migliore amico è C1P8, con cui condivide molti interessi e il modo di vedere la vita”; “È ancora vergine e probabilmente lo rimarrà per sempre”; “Il livello di testosterone gli si alza quando vede la propria mano”. Quest’ultima arriva tardi. Ma arriva.