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 2011  settembre 16 Venerdì calendario

GIOCATTOLO

Gabriella Buontempo dice che quella con l’ex marito Italo Bocchino per lei «è stata una grandissima storia d’amore. Ma devo ammetterlo: non lo riconosco più». Il dolore più grande, la scoperta del tradimento di lui con la Carfagna: «Quante bugie mi diceva. Ma il problema non è lei. Il problema è lui. Perché lei, poverina, è quello che è. Infatti dal 15 marzo è scomparsa. Non sa che dire: le scriveva tutto Italo. Non sa parlare in italiano. Usare soggetto verbo e predicato. Italo la usava come un giocattolo. Me lo diceva lui: guarda cosa le faccio dire. Mi ha mandato decine di lettere in cui mi dichiarava che per lui, lei non contava nulla. Ci siamo scontrati tutti i giorni, per tre anni. Ho resistito. Ma poi quando alle Regionali lui le ha portato tutti quei voti, e lei ha dichiarato di essere un soggetto politico l’ho trovato mostruoso. Mi sono incazzata, pur non essendo mai stata femminista. Tra l’altro Italo ha continuato a tradirmi non solo con la Carfagna ma anche con altre che non mi dicono per carità cristiana». Si sposarono nel 1995: «Fu un colpo di fulmine. Siamo andati a vivere insieme dopo due settimane. Ho subìto ripetuti tradimenti, ai quali ho sempre cercato di reagire pensando alla famiglia. È stata una sofferenza lunghissima. Poi mi sono arresa all’evidenza». È stato difficile lasciarlo: «Anche perché ha sempre sostenuto che il mio dovere era sopportare, così come le nostre nonne e le nostre mamme avevano sempre incassato il tradimento in nome dell’unità familiare. Ho vissuto a lungo in soggezione psicologica, come tante donne». Ora si sente «finalmente libera»: «Lui è un po’ egocentrico. Che so, quando stava scrivendo il suo ultimo libro, a Panarea, spesso voleva silenzio e mi diceva: sto scrivendo il testo della mia vita. Oppure un’altra sua frase classica, quando litigavamo, era: così danneggi la collettività. Io sono un protagonista politico, lo capisci? Oggi mi dice che non troverò mai più nessuno come lui».