Aldo Cazzullo, Corriere della Sera 16/9/2011, 16 settembre 2011
SHERPA
Rossana Podestà e Walter Bonatti (morto la settimana scorsa) stavano insieme dal 1981, mai sposati. Si diedero appuntamento senza conoscersi: «A una conferenza stampa mi avevano chiesto con chi sarei voluta ritrovarmi su un’isola deserta. Risposi: Bonatti. Avevo sempre avuto il suo mito. Mi affascinava lo spirito delle sue imprese, la sua filosofia eroica. Voleva sconfiggere l’impossibile, non distruggerlo». Così si dierero appuntamento per il 2 giugno 1981, davanti alla basilica di Santa Maria in Aracoeli, a piazza Venezia, Roma. Lei lo aspettò per più di un’ora facendo su e giù per la scalinata, sotto al sole. Finché non guardò davanti al Vittoriano: «E lo vedo lottare con un carro attrezzi, circondato dai sei vigili che vogliono portargli via la macchina. Aveva parcheggiato nel posto riservato al presidente della Repubblica, che sarebbe venuto a portare la corona d’alloro all’altare della patria». Corse da lui e lo rimproverò: «Ma che esploratore sei, che ti perdi in piazza Venezia?». S’innamorarono: «Ho realizzato il mio sogno: fare la piccola sherpa di Bonatti, portargli le macchine fotografiche, tenere il suo passo senza mai lamentarmi, neppure quando stavo male». Lui le insegnò anche a salire in montagna: «Prima la Grigna, dove aveva imparato lui. Poi le Dolomiti, il Bianco. I suoi luoghi. Certo non potevo seguirlo sulle vie più impervie, ma ero legata alla stessa corda di Bonatti, e questo mi dava un’emozione fortissima».