Lorenzo Soria, La Stampa 18/9/2011, 18 settembre 2011
Come Sarah Jessica Parker sa bene, ci sono dei ruoli che per quanto uno voglia liberarsene affrontando nuove sfide e cercando nuove direzioni restano cuciti addosso per sempre
Come Sarah Jessica Parker sa bene, ci sono dei ruoli che per quanto uno voglia liberarsene affrontando nuove sfide e cercando nuove direzioni restano cuciti addosso per sempre. Sin da quando, era il finire degli anni ‘90, esplose sulla scena con Sex and the City , lei è diventata Carrie Bradshaw e Carrie sarà per sempre, perché con quel ruolo ha saputo affascinare e far sognare milioni e milioni di donne in giro per il mondo. E perché quello show, che poi è stato trasformato in due film, riporta inevitabilmente a una Manhattan e a un’America più spensierate ed ottimiste, a un’era che precede l’11 settembre e l’entrata nel nostro lessico familiare di parole come default e spreads. E a SJP, come la chiamano i suoi colleghi, le va anche bene perché non è che vuole prendere le distanze dal suo passato. «C’è di peggio dell’essere identificata per tutta la vita come Carrie - sostiene -. Sono anche una moglie e una mamma e un’attrice che ha fatto e sta facendo altre cose, ma sono molto orgogliosa di essere stata parte di Sex and the City . E visto che la domanda è nell’aria, parliamone. Non c’è trattativa al momento per fare un terzo film, ma non posso escludere che in futuro possa accadere». Ma adesso, intanto, tocca a Ma come fa a far tutto? , tratto dall’omonimo bestseller di Allison Pearson, in uscita venerdì in Italia. La Parker è la protagonista, Kate Reddy, executive in una società finanziaria di Boston divisa tra il lavoro, un marito semi-disoccupato (Greg Kinnear) e i loro due figli, quando ecco arrivarle una proposta allettante: un nuovo lavoro che la terrà molto a New York e al cospetto di un nuovo collega, che è poi Pierce Brosnan. «So che questo film toccherà le donne un po’ ovunque nel mondo, le lotte e la complessità della maternità sono universali - spiega l’attrice quarantaseienne -. Quando parlo con le altre mamme a scuola, al lavoro, al parco il discorso torna sempre su questo punto: come fai a gestire il tuo tempo? Come fai a essere in dieci posti diversi allo stesso momento? Cosa fai quando ti stai vestendo con Matthew per andare da qualche parte e ti arriva James e ti dice no, voglio che stiate a casa?». James è il figlio più grande, otto anni. Matthew è Matthew Broderick, suo marito. Poi ci sono Marion e Tabitha, le due gemelle di due anni. «Ho totale ammirazione per milioni di mamme che non hanno i privilegi che ho io, non capisco davvero come facciano - aggiunge -. Matthew e io almeno possiamo cercare di non lavorare allo stesso tempo, anche se non sempre ci riusciamo». Oltre alla famiglia e alla recitazione, Sarah Jessica Parker ha anche una sua casa di produzione, una linea di vestiti, tre di profumi. È un «marchio» attorno al quale ruotano profitti da 30 milioni di dollari l’anno. «A volte ho la fantasia di prendere la famiglia e di metterci in viaggio», racconta. Nel frattempo, più realisticamente, cerca di accettare solo lavori a New York, dove vive. L’ultimo, in uscita a Natale, è New Year’s Eve , diretto da Gary Marshall e interpretato anche da Jessica Biel e Ashton Kutcher. Ma come fa a girare liberamente per le strade di Manhattan? «Vado al supermercato, esco con il mio minivan, cerco di avere una vita regolare - risponde tranquilla. - Ma certo, i paparazzi sono un problema. Non tanto per il lavoro che fanno ma per la totale mancanza di civiltà, per la cattiveria che a volte dimostrano nel voler distruggere la vita del prossimo».