Antonio Salvati, La Stampa 18/9/2011, 18 settembre 2011
Donato Ceglie procuratore aggiunto «Il successo dell’inchiesta Cassiopea è nell’immenso patrimonio di informazioni che siamo riusciti ad accumulare e dagli effetti che queste hanno provocato sul sistema legislativo»
Donato Ceglie procuratore aggiunto «Il successo dell’inchiesta Cassiopea è nell’immenso patrimonio di informazioni che siamo riusciti ad accumulare e dagli effetti che queste hanno provocato sul sistema legislativo». Donato Ceglie, oggi sostituto procuratore della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere, è il magistrato che ha diretto dal ‘99 il certosino lavoro dei carabinieri del Nucleo operativo ecologico di Caserta. Assolti i 95 indagati dell’inchiesta Cassiopea. Tanti anni di lavoro per nulla? «Non mi sembra che il lavoro investigativo svolto in quegli anni sia stato buttato. Anzi, sono stati raggiunti risultati straordinari». In che senso? «Altre indagini che hanno avuto sorte migliore hanno attinto al bagaglio informativo raccolto durante l’inchiesta Cassiopea. Inoltre dopo il nostro lavoro sono stati introdotti nel Codice i reati relativi alle ecomafie (come il disastro ambientale e il traffico di rifiuti) che prima non esistevano. Senza contare poi gli effetti pratici». Può indicarcene qualcuno? «Il traffico illecito di rifiuti tra il Nord e il Sud dell’Italia è stato interrotto. Inoltre con i sequestri delle discariche e di treni di Tir carichi di rifiuti tossici, abbiamo portato le prove che esistevano persone che hanno avvelenato la provincia di Caserta e non solo. Non bisogna dimenticare poi, che grazie alle nostre indagini epidemiologiche sono state messe in relazione l’aumento delle patologie tumorali con i reati ambientali».